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martedì 12 marzo 2013

Albo Nazionale degli allevatori di Api Regine


Il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il 30 gennaio 2013, ha approvato il Disciplinare dell’Albo degli Allevatori di Api Italiane, istituito con D.M. n. 21547 del 28.5.1999, come Albo Nazionale degli allevatori di Api Regine. L’Albo, la cui funzione-obiettivo è il miglioramento sotto il profilo allevatoriale e selettivo delle sottospecie di Apis melliferaautoctone, (A. m. ligustica e A. m. siciliana), è gestito dal CRA-API - Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura ex Istituto Nazionale di Apicoltura (INA) che svolge e coordina le attività attraverso il Comitato di gestione (CG) e l’Ufficio centrale (UC), presso gli uffici del CRA-API di Bologna. 
La Commissione Tecnica Centrale determina i criteri e i parametri per la tipizzazione delle sottospecie autoctone allevate in Italia delle quali stabilisce i requisiti funzionali ai fini del miglioramento genetico e per la protezione. Inoltre promuove iniziative per la realizzazione di piani di selezione per la salvaguardia e il miglioramento del patrimonio genetico delle api italiane, definisce indirizzi e parametri biologico-tecnici e igienico sanitari per la conduzione degli allevamenti di api regine anche finalizzati alla produzione di sciami artificiali e/o pacchi d’ape con regine. 
Le modifiche e l’adeguamento del disciplinare dell’Albo, anche attraverso la variazione della denominazione dell’Albo stesso, consentirà di far iscrivere anche gli allevatori di “famiglie di api” oltreché di api regine con conseguente miglioramento degli aspetti comunicativi e divulgativi; con una maggiore ricaduta generale delle attività svolte sugli operatori del settore; con l’incremento dell’interesse generale all’attività specifica e con l’incremento degli iscritti all’Albo. 
Nelle norme tecniche che stabiliscono i requisiti per l’ammissione e per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, nonché gli standard delle due sottospecie, è stato inserito l’utilizzo del logo/marchio: mezzo grafico che potrà essere usato dagli iscritti per identificare la loro appartenenza all’Albo.

Articolo di Santi Longo
fonte: www.georgofili.info

mercoledì 27 febbraio 2013

Api e Sicilia


Presentati i primi risultati del progetto di reintroduzione dell'ape nera siciliana ApeSlow: ritrovate nuove 16 linee genetiche che si aggiungono alle tre famiglie sopravvissute e conservate sulle isole, individuate quattro potenziali stazioni di fecondazione, oltre 62 apicoltori coinvolti.

Sabato 2 febbraio si è svolto a Palermo, presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, il convegno di presentazione dei risultati del primo anno di attività del progetto di conservazione e reintroduzione della sottospecie a rischio di estinzione Apis mellifera siciliana. Il progetto, finanziato dalla Regione Siciliana, Dipartimento regionale degli Interventi Strutturali per l'agricoltura, è coordinato dal Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura di Bologna (CRA-API) in collaborazione con l'Assessorato Regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari Dipartimento Interventi Infrastrutturali SOAT di Collesano, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo, l'Università di Palermo e del Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agroalimentari e Ambientali dell'università di Catania (DiGESA), Slow Food e l'apicoltore Carlo Amodeo, che ha conservato negli anni la razza autoctona di ape nera siciliana.

Nel 2012 i ricercatori del CRA-API e dell'IZS hanno individuato tramite analisi genetiche e biometriche 16 linee materne da utilizzare per l'allevamento di alcune migliaia di nuove regine di A. m. siciliana. In questo modo si potrà aumentare la variabilità e quindi la biodiversità delle api autoctone che si erano ridotte a sole tre linee pure accertate. Dei circa 70 apicoltori che avevano chiesto di aderire al progetto, sono stati selezionati sulla base di criteri prestabiliti (avere alveari regolarmente censiti, localizzazione), 49 apicoltori che si sono riuniti nel giugno scorso formando la "Associazione Allevatori Apis mellifera siciliana": appartengono soprattutto alla Sicilia occidentale, dove l'ibridazione con la ligustica (l'ape più diffusa in Italia) in passato è stata minore. Agli apicoltori che avevano le caratteristiche adatte ad allevare api nere, sono state distribuite celle reali di ape nera per amplificare la presenza di questa sottospecie sul territorio. Da una cella reale nasce una regina che si accoppia poi con i maschi (fuchi) presenti in quel territorio. A causa della peculiare biologia dell'ape, i maschi prodotti da una regina rispecchiano solo il genotipo materno (nascono da uova non fecondate) e non è quindi importante che le regine nate dalle celle reali distribuite si siano fecondate con fuchi "siculi": in ogni modo produrranno esse stesse fuchi "siculi". In questo modo si prevede di "scurire" progressivamente le api di un dato territorio. Poco alla volta, negli anni, il patrimonio apistico acquisirà caratteristiche produttive caratteristiche della nera siciliana e anche maggiori resistenze legate alla presenza di una maggiore varietà genetica.

Nell'ambito del progetto sono stati svolti degli eventi formativi, tra cui un corso per la formazione di allevatori di regine tenuto dal professore Santi Longo e dalla professoressa Gaetana Mazzeo, del dipartimento DiGESA dell'Università di Catania, per quanto riguarda gli aspetti teorici, e dall' apicoltore Carlo Amodeo per quanto riguarda gli aspetti pratici. Alla formazione hanno partecipato un totale di 41 apicoltori di cui 26 facenti parte della associazione della ape nera siciliana. La stessa Università ha svolto anche ricerche sulla attività pronuba - cioè sull'attività di impollinazione delle colture - dell'ape nera siciliana a confronto con altri insetti, quali l'ape mellifera ligustica e il bombo terrestre. La ricerca si è svolta in campi sperimentali in provincia di Siracusa, in parcelle (allo scopo isolate in tunnel) coltivate a carciofi di due varietà: il violetto di Sicilia e il brasiliano Nobre. I risultati hanno evidenziato effetti diversi dei pronubi sulle due cultivar, probabilmente da imputare, in parte, a differenze genetiche tra queste. Tra gli aspetti interessanti è emerso, tra l'altro, che Apis mellifera siciliana ha mostrato un diverso tempo di permanenza sui capolini rispetto ad Apis mellifera ligustica e, sulla cultivar Violetto di Sicilia, ha consentito di ottenere una produzione di semi lievemente superiore in peso e numero rispetto a quella ottenuta con ape mellifera ligustica e bombi terrestri. La ricerca, appena avviata, offre interessanti spunti di approfondimento, pertanto, nel secondo anno di attività saranno allestite prove finalizzate a definire meglio il ruolo delle due sottospecie nell'impollinazione di tale coltura. Da segnalare inoltre un incontro formativo sul polline tenuto lo scorso gennaio da un apicoltore toscano Aldo Metalori a Caltavuturo.

Alcuni apicoltori dell'associazione, Vincenzo Stampa di Trapani e Sergio Sapienza di Palermo, hanno presentato le quattro possibili stazioni di fecondazione da attivare nel 2013, dove verranno portate le regine vergini e le famiglie con le regine dello scorso anno per la produzione di fuchi. I luoghi individuati sono in provincia di Palermo e sull'isola di Marettimo (in provincia di Trapani). Le stazioni di fecondazione sono state scelte valutando la presenza di fattori ambientali favorevoli barriere geografiche come vicinanza a promontori con altitudini rilevanti e vicinanza al mare , l'assenza di nomadismo o di alveari stabili di apicoltori non aderenti al progetto nel raggio di 5 km.


Il progetto ha suscitato grande interesse tra gli apicoltori siciliani. Ad oggi altri 25 apicoltori hanno richiesto celle per il 2013: 4230 celle nella sola provincia di Palermo, 446 in quella di Trapani, 1000 a Catania, 290 a Messina, 230 ad Agrigento e 652 Ragusa, per un totale di 6238 celle. Le attività previste dal progetto nel 2013 saranno la produzione di nuovi fuchi dalle regine provenienti dalle celle distribuite l'anno scorso, la produzione di regine da madri di nera sicula completamente rispondenti alle caratteristiche di razza appartenenti alle nuove linee trovate in vari luoghi della Sicilia e dalle famiglie già note allevate sulle isole di Ustica, Vulcano e Filicudi, ; la fecondazione delle regine nelle stazioni di fecondazione individuate nel 2012 dove saranno portati i fuchi maturi provenienti dagli allevamenti coinvolti nel progetto, la distribuzione delle regine fecondate.

Accanto a queste attività proseguirà la ricerca di nuove linee genetiche in tutta la regione, segnalate da apicoltori che ritengono di possedere api di presunta razza nera siciliana.

Il lavoro di produzione di celle reali, e quello di individuazione delle stazione di fecondazione, è stato possibile grazie all'impegno di alcuni apicoltori - Susanna Spisso, Nicola Cirrito, Sergio Sapienza, Fortunato Battaglia, Giovanni Caronia e Giulio Vitale - alcuni dei quali membri del Presidio Slow Food dell'ape nera sicula. Il Presidio, che riunisce otto apicoltori è nato nel 2008 e, da subito, cogliendo l'allarme sulla possibile estinzione della nera siciliana lanciato da Carlo Amodeo, ha stimolato apicoltori e istituzioni affinché sostenessero un forte progetto di reintroduzione. Il progetto di reintroduzione coordinato dal Cra-Api è stato proposto alla Regione Siciliana dagli apicoltori del Presidio e da Slow Food ed è unico in Europa, per il momento. Ha suscitato l'interesse di molti enti di ricerca a livello europeo che vorrebbero avviare esperienze simili anche all'estero, per conservare altre popolazioni autoctone di api a forte rischio di estinzione.

Per maggiori informazioni: www.cra-api.it

mercoledì 30 gennaio 2013

Miele bio: 170 campioni in gara per il BiolMiel

Ha preso avvio il 28 gennaio a Bologna la sesta edizione del premio BiolMiel, concorso internazionale riservato ai mieli ottenuti con metodo biologico. La giuria internazionale, costituita da esperti provenienti da tutta Europa, è riunita presso il Cra-Api, Centro di ricerca e divulgazione sull’apicoltura, dove ha sede l’Albo nazionale degli esperti di analisi sensoriale del miele. 

Suddivisi in più commissioni i giurati hanno finito il 29 gennaio di analizzare gli oltre 170 campioni di miele provenienti da diversi paesi europei ed americani, oltre che da tutte le regioni italiane. 

Particolarmente significativa la partecipazione di un apicoltore dell’Etiopia dove la produzione del miele e il suo uso alimentare trova le sue più antiche testimonianze. 

Dopo una successiva fase di analisi dei risultati, la proclamazione dei vincitori verrà fatta al Biofach di Norimberga il 13 febbraio, alle ore 10 presso lo stand di BiolItalia (hall n. 4).

La sesta edizione di BiolMiel è promossa dal CiBi in collaborazione con Cra-Api e con BiolItalia.