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giovedì 18 aprile 2013

La prossima sfida del vino argentino è biodinamica


Oggi in Argentina si festeggia il “día del Malbec”, il giorno dedicato al più famoso dei vini “tintos” argentini, tanto amato, in patria e fuori, per essere il vino rosso più adatto per accompagnare la buona carne. Qualcosa di dolce, finalmente, in questi giorni così amari, non solo qui in Argentina, ma un pò dappertutto.
L’Argentina è il maggior produttore di vino del Sudamerica, il quinto produttore in tutto il mondo, e il nono esportatore a livello mondiale, secondo i dati forniti dall’Organización Internacional de la Viña y el Vino. La qualità dei suoi vini è cresciuta vertiginosamente negli ultimi anni, e la sua produttività (11,8 milioni di ettolitri) si è estesa a regioni prima inesplorate in questo settore. Alle tradizionali province di Mendoza, San Juan, Salta, La Rioja, Córdoba, Catamarca, note per i loro fitti e curati vigneti in contesti naturali molto diversi tra loro, si stanno aggiungendo quelle di Neuquén, Río Negro, Entre Ríos, Chubut, Buenos Aires e Santa Fe.
Le esportazioni di vino argentino, sop
rattutto verso Stati Uniti, Canada e Brasile, sono cresciute più di un 38% nel primo semestre del 2012, ma “l’Argentina deve migliorare la sua competitività, soprattutto nei vini di gamma media”, sostiene il presidente dell’ Instituto Nacional de Vitivinicultura argentino, Guillermo García, che ricerca le cause della perdita di competitività del vino locale nell’inflazione argentina e nella crisi europea. Sarà per questo che in Argentina si stanno aprendo nuovi orizzonti. Una nuova sfida nei vigneti argentini è oggi il Malbec biodinamico, che si ispira alla viticoltura francese del predicatore della biodinamica Nicolas Joly e al suo circolo informale dei Vignerons d’exceptions.

Un vino biodinamico è un vino puro e dal gusto autentico, ottenuto da uve trattate con metodi attraverso i quali si raggiungono espressioni nell’uva che sono essenzialmente legate al terreno di provenienza, al clima dell’annata e alle potenzialità varietali della pianta. Le fermentazioni dei vini sono tutte ottenute senza aggiunta di lieviti esterni, ma vengono utilizzati solo i lieviti presenti sulle uve provenienti dalle vigne.
“Per il vino biodinamico non si possono usare né pesticidi, né fertilizzanti”, spiega Ernesto Catena, presidente di Escorihuela Gascón, una delle più antiche e storiche cantine argentine. “Questo è un grande limite, ma è la chiave della biodinamica”, spiega Catena, che dieci anni fa ha inaugurato la propria cantina, Ernesto Catena Vineyards, che si dedica alla selezione dei migliori vigneti per la produzione di vini di alta gamma per il mercato nazionale e internazionale. Tra questi, nel vigneto di Vistaflores, nel cuore della Valle di Uco a Mendoza, ai piedi delle Ande, sei anni fa Catena ha cominciato a produrre 400.000 bottiglie di Tikal Natural, un Malbec naturale totalmente biodinamico. “Sono poche bottiglie, ma per il vino biodinamico non si può aumentare il volume a piacimento, solo ci si deve dedicare alla qualità, del terreno, dei vigneti, dell’uva, perché solo così si ottiene la purezza del sapore, che deve riflettere le caratteristiche della zona”. Le qualità del vino biodinamico, del resto, devono giustificare il prezzo (circa 20 Euro a bottiglia), che per il mercato argentino risulta ancora piuttosto costoso. “Per ora esportiamo soprattutto negli Stati Uniti, dove il vino biodinamico è particolarmente apprezzato e capito”, spiega Catena, che durante vari anni ammette di aver dedicato molte energie a un processo che implica innanzitutto un cambio di mentalità, ma anche di professionalità e cultura commerciale. “All’inizio i miei ingegneri mi credevano un pazzo quando cercavo di ribaltare le loro conoscenze in materia, quando per esempio cercavo di spiegargli che la presenza delle formiche era indice di un problema nella terra, non nell’uva, e che quindi bisognava intervenire sulla terra, alimentandola con compost naturali, perché fosse più forte e in equilibrio, senza uccidere le formiche”, racconta l’imprenditore.
La biodinamica si basa sulle ricerche di Rudolf Steiner (1861-1925), che integra tra loro i principi fisici con quelli mistici dell’energia. È un argomento controverso, che però comincia a destare molta attenzione negli ultimi anni. I prodotti da agricoltura biodinamica sono alimenti che provengono da terreni in stretta connessione con l’ambiente ed energeticamente hanno una valenza maggiore, non fatta di semplice composizione chimica. L’obiettivo dell’agricoltura biodinamica è ottenere il conoscimento e il controllo dei cicli biologici di ogni coltivazione, per impiegare in modo efficiente le risorse di ogni ecosistema locale e dei nutrienti disponibili. Si implementa un sistema di fertilizzazione organica-dinamica in cui si utilizza materia organica, fertilizzanti “verdi” e preparati biodinamici che non solo proporzioneranno gli elementi nutritivi, ma anche la forza per ottenere una produzione migliore qualitativamente, protettiva contro epidemie e malattie. I vini biodinamici sono compresi tra i cosiddetti vini ecologici, poiché nella coltivazione dell’uva si usano pratiche ecologiche, libere da prodotti chimici, che ne consolidano il sapore.
Grazie a queste tecniche applicate alla produzione vinicola, l’uva stessa viene utilizzata come materia prima per realizzare i vini biodinamici, producendo così una stretta connessione tra la terra, i cicli biologici, e la vite.
“Il concetto di alimentare la terra, affinché sia sempre in equilibrio, è fondamentale nella biodinamica; sul vino bisogna intervenire il meno possibile per ottenerne un gusto puro e che rispecchi la provenienza locale. L’altezza delle vigne mendozine, il clima delle Ande, l’assenza di funghi e insetti, permettono produrre vini meravigliosi in questa zona, a patto che non si intervenga troppo” dice Catena e aggiunge: “sono sicuro che attraverso la biodinamica riusciremo a produrre vini che riflettano tutta la bellezza di questo posto”. Nella zona di Mendoza, Cordoba e Salta, cominciano allora a muovere i primi passi altri progetti orientati verso la biodinamica, e si cerca di stimolare i viticoltori a puntare sempre di più sulla qualità rispetto alla quantità. “È la regola della biodinamica, che certamente non soddisferà la domanda cinese, ma è una questione di tempo, di mentalità”, conclude Catena celebrando il día del Malbec con una grande festa e tanto vino, biodinamico soprattutto.



domenica 24 marzo 2013

Permapicoltura





 E' possibile leggere The PermApiculture Way  di Oscar Perone


martedì 25 dicembre 2012

Corso di Apicoltura a Battaglia Terme (PD)

Domenica 24 febbraio 2013
Relatore: Gianni Stoppa.ll corso si propone di sviluppare le basi per una apicoltura innovativa, rispettosa dell'essere ape  in sintonia con i fondamenti della biodinamica. Per il neofita il percorso sarà entusiasmante e divertente;  per l'apicoltore esperto, alla ricerca di nuovi stimoli, una nuova sfida per rimettersi in gioco. Sono previsti 5 incontri a partire da domenica 24 febbraio presso la sede Biolca a Battaglia Terme PD. 
Questo il programma:
Domenica 24 febbraio 2013
L'ape e l'uomo, l'ape e l'universo: impulsi e meditazioni per la comprensione della stretta relazione tra uomo, ape e ciò che ci circonda, in relazione ai dettami della biodinamica. Morfologia ed etologia dell'ape: entrando nella sua intimità scopriremo particolari curiosi e incredibili che permettono di evitare errori e luoghi comuni; la descrizione particolareggiata della struttura dell'insetto nei minimi particolari e la conoscenza del suo comportamento, suffragato dalle più recenti ricerche, ci aiuteranno ad una maggiore e  facile comprensione degli eventi che incontreremo nel percorso di apicoltore. 
Domenica 10 marzo
Le malattie dell'alveare: conoscere ed identificare il più possibile le malattie ci mette nella condizione di evitare condizioni a volte catastrofiche; una precoce diagnostica, magari in forma precauzionale dà la possibilità di evitare brutte sorprese, che in apicoltura possono compromettere in modo irreversibile la vita delle nostre api. Si parlerà delle principali malattie dell'alveare che colpiscono le api adulte e la covata e di come individuarle e difenderci.
Domenica 24 marzo
Le produzioni: miele, polline, propoli ed altro ancora, come produrre e valorizzare i prodotti dell'alveare, metodi ed attrezzature occorrenti per raggiungere il nostro scopo. In apicoltura esistono delle produzioni non del tutto sconosciute, scopriremo quali.
Domenica di settembre (data da stabilire)
Gestione dell'apiario, prima parte: una approfondita conoscenza nella conduzione degli alveari  darà la possibilità di ottenere soddisfacenti risultati con un dispendio minimo di energie. In apicoltura non ci sono ricette con verità assoluta, ciò che viene trasmesso da questi incontri è frutto di una esperienza personale non trasferibile, ma può essere una base su cui costruire e personalizzare la propria pratica. Si parlerà di come e dove costituire un apiario,come seguire lo sviluppo delle famiglie d'api dall'uscita dell'inverno e come limitare la sciamatura. 
Domenica di ottobre (data da stabilire)
Gestione del'apiario, seconda parte:  la conoscenza di esperienze fondate su un'attività pratica, ci  dà la possibilità di evitare onerosi errori e ci permette quell' autonomia necessaria per poter operare in tutta tranquillità e disinvoltura, senza dipendenza alcuna. I principali temi di questo incontro saranno, la gestione degli sciami, la moltiplicazione degli alveari, il mantenimento in sanità degli alveari, l'invernamento. 
Gli incontri sono teorico-pratici con esperienze presso aziende apistiche selezionate.
Le date potrebbero essere soggette a variazioni. 
Relatore: Gianni Stoppa, apicoltore biodinamico ed esperto apistico regionale.
Quota di partecipazione per i soci Biolca per i 5 incontri E. 180 (i non soci devono aggiungere la quota associativa di E. 20 che dà diritto, fra l'altro a ricevere il mensile Biolcalenda).
Possibilità di pranzare in sede nella pausa dalle 12,30 alle 14 con menù biologico vegetariano (contributo E. 10)
Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it
fonte: www.labiolca.it