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mercoledì 23 gennaio 2013

Sos api: apicoltori a Pe, stop Ogm e pesticidi


BRUXELLES - La battaglia degli apicoltori per salvare le api dai pesticidi e il miele dalla contaminazione Ogm riparte dall'Europarlamento. A discuterne la commissione petizioni, che ha annunciato un nuovo studio sul dossier entro marzo. Sono oltre 300mila le firme raccolte dall'Unione degli apicoltori francesi (Unaf), fra cui quelle di Unaapi e Conaapi in Italia, per vietare l'uso del mais MON 810, bloccare le autorizzazioni di altre colture Ogm con un impatto su nettare e polline ed effettuare una valutazione rigorosa dell'impatto delle piante transgeniche sugli alveari. La commissione petizioni del Parlamento Ue ad oggi ''non ritiene giustificato'' il divieto dell'uso di Ogm, ma e' pronta ad adottare misure in futuro: la questione rimane sul tavolo.


Un'altra petizione promossa da una piattaforma spagnola di associazioni di consumatori e ambientalisti, sostenuta dagli apicoltori francesi, ha chiesto invece il bando del commercio di pesticidi, in particolare quelli che contengono neonicotinoidi, accusati della forte mortalita' di api nell'Ue. ''Dopo il rapporto dell'Efsa sugli effetti dei neonicotinoidi - ha spiegato Olivier Belval, presidente dell'Unaf - serve una decisione urgente''. I verdi europei hanno adottato entrambe le petizioni, lanciando oggi una campagna ad hoc, all'insegna dello slogan ''Date alle api una chance: No agli Ogm, no ai pesticidi''. Fra le richieste, il passaggio ad un'agricoltura sostenibile 'amica delle api' senza ogm e pesticidi, e l'obbligo di indicare la presenza di ogm sull'etichetta del miele. 

fonte: ANSA

venerdì 18 gennaio 2013

Dite la vostra su come incoraggiare la produzione biologica in Europa


Scopo delle rigorose norme UE per i prodotti e le bevande biologici è rafforzare la fiducia dei consumatori, dare sostegno agli agricoltori biologici europei e alle loro tradizioni di rispetto della terra e promuovere la biodiversità e standard elevati in materia di protezione degli animali.
Attualmente circa il 2% degli alimenti acquistati dai consumatori dell'UE sono prodotti biologici certificati. Le aziende agricole biologiche sono circa 200 000 (pari al 2% del totale).
La Commissione sta valutando come migliorare la normativa UE sulla produzione biologica e come stimolare ulteriormente la domanda. Nell'ambito di tale processo, vi invitiamo a dare il vostro parere sulle seguenti misure:
  • semplificare le norme, garantendo al tempo stesso che non vengano diluite
  • garantire che gli organismi geneticamente modificati (OGM), attualmente vietati, non entrino accidentalmente nella catena alimentare biologica
  • promuovere i prodotti biologici mediante norme in materia di etichettatura (soprattutto l'uso obbligatorio del logo europeo su tutti i prodotti biologici nell’UE)
  • aggiornare il piano d'azione della Commissione del 2004 per lo sviluppo dell'agricoltura biologica
  • rafforzare i controlli per prevenire le frodi
  • eliminare le lacune nelle attuali norme sulle importazioni.
La consultazione online è aperta fino al 10 aprile 2013. Le osservazioni ricevute fungeranno da base per le decisioni sulle misure da adottare in futuro. Verso la fine del 2013 la Commissione presenterà alcune proposte di modifica della normativa.
Attualmente gli alimenti biologici possono essere definiti tali soltanto se almeno il 95% degli ingredienti proviene dall'agricoltura biologica. Quest'ultima pone l'accento sulla tutela dell'ambiente e il benessere degli animali. Gli agricoltori devono evitare o ridurre drasticamente il loro uso di prodotti chimici di sintesi, quali fertilizzanti, pesticidi, additivi e medicinali.
Perché gli alimenti importati possano essere definiti biologici, le relative norme e le autorità di certificazione dei paesi produttori devono essere riconosciuti come equivalenti agli standard dell'UE.
Quando utilizzano il logo UE di produzione biologica, i produttori devono anche indicare il numero di riferimento dell'autorità di certificazione, nonché il nome del produttore, dell'impresa di lavorazione o del distributore che ha maneggiato il prodotto per ultimo. I marchi nazionali di certificazione biologica possono essere utilizzati accanto al logo dell'UE.

Il questionario è accessibile al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=orgagric2013&lang=it

fonte: http://ec.europa.eu/news/agriculture/130116_it.htm


lunedì 29 ottobre 2012

Apicoltore bavarese vince la sua lunga battaglia contro gli Ogm


A fronte delle polemiche che continua a sollevare lo studio sulla tossicità degli Ogm, la battaglia degli agricoltori europei per la libertà di scegliere di non seminare transgenico ha fatto segnare un'importante successo. E' il caso dell'apicoltore bavarese che si è visto finalmente riconoscere il diritto a non avere il suo miele contaminato da Organismi geneticamente modificati, raccontato dal quotidiano tedesco Main Post. 
La lunga battaglia portata avanti da Robert Gubesch, un apicoltore di Kitzingen [Baviera], che ha lottato contro la contaminazione del proprio miele attraverso il trasporto di polline di un mais transgenico, non e' stata vana: l'Alto tribunale amministrativo della Bassa Sassonia ha concluso con sentenza non impugnabile un ricorso a favore del cinquantasettenne.
La battaglia dell'apicoltore per il suo miele inizia nel 2008. A circa 800 metri dalle sue arnie, situate presso Hohenfeld, fiorisce del mais geneticamente modificato [dell'azienda agricola Pioneer]. Prima che il polline possa contaminare il proprio miele, Gubesch decide di scappare con 20 alveari, perche' - come stabilisce una sentenza della Corte di Giustizia europea - non e' permesso vendere miele contenente tracce di mais Ogm.
L'anno successivo si verifica la stessa situazione, ma questa volta Gubesch passa al contrattacco e fa ricorso contro l'Ufficio federale per la tutela dei consumatori e la sicurezza alimentare, che dovrebbe vietare la semina di mais Ogm in prossimita' delle sue arnie, ma l'apicoltore perde il processo davanti al Tribunale amministrativo di Braunschweig.
I giudici non accolgono infatti il motivo del ricorso, in quanto la contaminazione del miele con polline Ogm non comporterebbe alcun danno economico, ne' costituirebbe alcun pericolo per le persone. L'apicoltore, come tutti i suoi colleghi, deve dunque stare lontano almeno tre chilometri da un campo di sperimentazione (...), e se nel suo miele va a finire del polline transgenico, e' obbligato a disfarsene, ma non ha diritto ad alcun indennizzo.
L’uomo non rimane pero' muto di fronte alla sconfitta, cosi' come l'intera Associazione degli apicoltori tedeschi, che sostiene giuridicamente e finanziariamente il processo. Entrambe le parti vogliono una decisione di principio. Si tratta dopo tutto della questione se possa essere messo in commercio del miele contenente polline di piante non autorizzate ne' per il consumo animale, ne' per quello alimentare.
Grazie alla vittoria ottenuta nel processo e' stata garantita una maggiore certezza del diritto, si e' rallegrato il Presidente dell'Associazione degli apicoltori Peter Maske (Schwarzenau).
In futuro, chi coltivera' colture geneticamente modificate dovra' infatti "assicurarsi che niente vada a finire nel miele". L'emissione di Ogm potra' quindi avvenire "solo in serra".
Le api si spingono con il loro bottino fino a otto chilometri di distanza, per questo Maske sottolinea la necessita' di una distanza di dieci chilometri.
Anche Gubesch e' felice che la sentenza di Braunschweig sia ormai storia passata: "Finalmente e' stata fatta giustizia negli interessi degli apicoltori". "Lottiamo per avere nella regione fiori e miele naturali. Vogliamo un prodotto naturale, di cui nessuno dubiti", ha aggiunto sua moglie Catherine.
A contribuire al positivo esito della controversia sarebbe forse stata anche "la sentenza sul miele" della Corte di Giustizia europea [del 6 settembre 2011], che ha accordato a un apicoltore tedesco un risarcimento per danni, in quanto il suo miele conteneva tracce di polline Ogm [di mais Mon 810]. [Harald Meyer, quotidiano - a cura di agra press]

mercoledì 16 maggio 2012

Gli Ogm colpiscono e distruggono l’apicoltura messicana


16 maggio 2012
no_ogm_messicoNuova contaminazione Ogm nel miele, questa volta sono gli apicoltori messicani  che pagano il caro prezzo dell’uso sconsiderato delle culture geneticamente modificate.
Gli organi di controllo messicani hanno rilevato, in test preliminari nel miele convenzionale e biologico dello Yucatan, tracce di pollini OGM. Se esami successivi confermassero la contaminazione da OGM nel miele,...
l'impatto economico sarebbe di proporzioni disastrose causando perdite da 150 a 200 milioni di dolllari di prodotto che non potrà più essere esportato, e che in Europa anzi dovrà essere ritirato dal mercato e rietichettato (con ovvio deprezzamento) per informare il consumatore della presenza geneticamente modificata.

Anche l’intero settore dolciario della penisola dello Yucatan è a serio rischio; questo stato messicano è infatti importante la presenza di trasformatori di prodotti derivati dal miele, basti pensare che produce annualmente circa 10 mila tonnellate di caramelle al miele, per il 90% (novemila tonnellate) esportate in Europa.
eduardo_batllori_sampedroPreoccupato del futuro di apicoltori e commercianti, il Segretario per lo Sviluppo Urbano e Ambientale dello Yucatan Eduardo Batllori Sampedro, ha puntato il dito contro il SAGARPA, l’ente esecutivo del Ministero dell’Ambiente Messicano, ritenuto responsabile del rilascio dei permessi per la coltivazione di OGM. Autorizzazione concessa senza affrontare o verificare il rispetto delle disposizioni di tutela ambientale attualmente in vigore nei confronti delle altre attività agricole.




Fonti:sipse