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mercoledì 30 gennaio 2013

Serve un NO definitivo ai neonicotinoidi - Firma la petizione


In relazione alla Sentenza definitiva dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), che dichiara gli insetticidi neonicotinoidi incompatibili con fertilità e vita, Slow Food Italia, Unaapi e Legambiente chiedono che l’Italia ritiri immediatamente e in via definitiva l’autorizzazione all'uso prodotti concianti  e granulari che decimano api e insetti utili e che si impegni affinché l’Ue si adegui urgentemente a quanto accertato dalla scienza. 

Il rapporto scientifico sull’effetto sulle api dei preparati chimici concianti e granulari a base di insetticidi sistemici, autorizzati in Europa per i trattamento del mais e di altre colture, contiene conclusioni definite “inquietanti” dalla stessa Commissione Europea. «Si conferma – sottolinea Francesco Panella, presidente di Unaapi -  il nesso causale tra l’uso degli insetticidi neonicotinoidi, thiamethoxam, clothianidin e imidacloprid, e la drastica riduzione nella Ue della popolazione dei preziosi impollinatori, con morie mai attestate prima nei vari Paesi membri, che raggiungono medie annue drammatiche, anche oltre il 30%». 

Gli scienziati dell’EFSA hanno analizzato e valutato molteplici studi indipendenti, tra cui il progetto scientifico multidisciplinare pubblico Apenet promosso dal Ministero dell’Agricoltura italiano, giungendo a conclusioni tali da indurre l’EFSA a una radicale contestazione delle autorizzazioni concesse dalla Commissione Europea.

«L’emergenza impollinatori/concianti – ha affermato Frederic Vincent, portavoce del Commissario Europeo alla salute e politica dei consumatori Tonio Borg - sarà oggetto il 31 gennaio del prossimo Comitato permanente della sicurezza alimentare, con l’espressione dei rappresentanti dei 27 Stati membri». Il portavoce della Ue ha precisato che Bruxelles è pronta a «prendere le decisioni necessarie» per far fronte al problema. 

«E' la conferma ufficiale e definitiva – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - di quanto hanno sostenuto studi e battaglie ambientali portati avanti in questi ultimi anni in Italia da ricerca pubblica, cittadini, associazioni e apicoltori. È pertanto auspicabile che ora si proceda a un stop definitivo all’uso di questi insetticidi neonicotinoidi». 

«Il credito dato dalle tre associazioni alle conclusioni dell’EFSA non è in contraddizione con le critiche che da sempre, e ancora recentemente in occasione delle celebrazioni del decennale, le stesse hanno espresso nei confronti del modus operandi dell’autorità europea per la sicurezza alimentare» dichiara Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, «anzi, dimostra che avevamo ragione noi a chiedere che l’Autorità europea si ponesse nelle condizioni di collaborare con la ricerca pubblica e con il mondo della produzione. In questa occasione la sinergia ha funzionato e i risultati si sono visti». 

Slow Food, Unaapi e Legambiente chiedono dunque al Governo italiano:

- che esprima in tutte le sedi comunitarie l’urgenza di immediato ritiro delle autorizzazioni d’uso dei concianti e preparati granulari a base di insetticidi sistemici;

- che ritiri l’autorizzazione d’uso in Italia, reiteratamente sospesa dal 2008 fino al 31 gennaio 2013, dei concianti sistemici per il mais Regent (BASF), Poncho, Gaucho (Bayer) e Cruiser (Syngenta);

- ritiri l’autorizzazione d’uso del preparato granulare per il mais Santana (Sumitomo) concessa nel 2012;

- si attivi per l’urgente e adeguata rivalutazione sia comunitaria e sia nazionale di tutte le autorizzazioni d’uso di preparati fitosanitari a base di insetticidi sistemici.

Per sostenere queste richeste rispondi a questa petizione:  change.org/salviamoleapi


Abbiamo solo un paio di giorni per chiedere all'Unione europea di vietare questi pesticidi senza indugio. 



mercoledì 23 gennaio 2013

Sos api, per Ue inquietante rapporto Efsa


BRUXELLES - La Commissione europea definisce per la prima volta ''inquietanti'', anche se non ancora complete, le conclusioni scientifiche raggiunte oggi dall'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo cui i residui di alcuni pesticidi, noti come neonicotinoidi, potrebbero rappresentare un rischio elevato per le api. Nell'immediato - ha spiegato oggi Frederic Vincent, portavoce del commissario alla salute Tonio Borg - la Commissione Ue scrivera' alle societa' produttrici, Syngenta e Bayer, che avranno fino al 25 gennaio per reagire al parere dell'Efsa. Inoltre, Bruxelles intende portare la questione il prossimo 31 gennaio all'esame del Comitato permanente della sicurezza alimentare dove sono presenti i rappresentanti dei 27 Stati membri. Nulla al momento e' definito, ma il portavoce tiene a precisare che Bruxelles e' pronta a ''prendere le decisioni necessarie'' se dall'esame del rapporto dell'Efsa e dagli studi realizzati emerge che c'e' un reale problema con i pesticidi in questione. Anche perche', di fronte al fenomeno della moria delle api, che sarebbe passata in una quindicina d'anni dal 5% al 30%, e dallo smembramento di intere colonie, gli Stati membri e in primis l'Italia, hanno gia' introdotto misure nazionali. Il rapporto dell'Efsa punta il dito sull'impatto dell'uso di alcuni pesticidi come il thiamethoxam, clothianidin e imidacloprid a seconda delle produzioni: nella colza, e' stata individuata la presenza di residui a rischio nel polline e nel nettare, mentre per il mais il problema della contaminazione e' legato alla polvere che si alza al momento della raccolta e alle gocce che si formano sulle piante su cui si posano le api. 


AGRICOLTORI E COOP, DA NEONICOTINOIDI BENEFICI PER 4 MILIARDI EURO
Nel dibattito europeo sulla messa o meno a bando dei neonicotinoidi, i pesticidi sotto accusa snella contaminazione del polline e del nettare delle api, le organizzazioni agricole e cooperative dell'Ue hanno deciso di difenderli a spada tratta per "l'impatto positivo che hanno sulle rese produttive, sul reddito de produttori e quindi sull'occupazione". Un recentissimo studio - scrivono agricoltori e cooperative Ue riunite nel Copa e nel Cogeca - "rivela che l'uso di neonicotinoidi per il trattamento delle sementi, consente di ottenere 4 miliardi di euro di proventi, promuove l'occupazione nelle zone rurali, e dimostra i benefici della ricerca e dell'innovazione". Non solo. "Il trattamento presenta vantaggi per la salute, assicurando vegetali sani e cereali con livelli inferiori di micotossine, oltre a fornire opportunità occupazionali a 50mila persone nelle zone rurali dell'UE, il che è particolarmente importante nel contesto dell'attuale crisi economica".
Interrogato dall'Ansa, Frederic Vincent, portavoce del commissario alla sanità Tonio Borg, si è limitato a precisare che "Copa e Cogeca si focalizza unicamente sull'aspetto economico, mentre la Commissione Ue con l'Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) su quelli scientifici e ambientali". 


AGROFARMA, NO PROBLEMI DA REPORT EFSA SU API
Il corretto uso dei più importanti agrofarmaci non viene messo in discussione dalla relazione EFSA. Lo sostiene Agrofarma (Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica), precisando che "secondo le evidenze emerse dal report", l'uso sicuro dei neonicotinoidi "non incide sul declino della popolazione di api". Il corretto utilizzo di questa importante classe di agrofarmaci, infatti, non viene messo in discussione a reali e idonee condizioni di impiego. "Teniamo a sottolineare - si legge in una nota - che nella redazione del Report, EFSA ha inoltre riconosciuto un elevato livello di incertezza dato che il processo di valutazione dei rischi per le api è ancora in via di sviluppo; l'Agenzia, del resto, non ha richiesto nessun divieto". "Secondo quanto emerso dallo studio COMPASS condotto dall'Humboldt Forum for Food and Agriculture, nel quale si evidenziano i benefici economici, occupazionali e di resa derivati dal corretto utilizzo dei neonicotinoidi, se in agricoltura non fossero più realizzabili i trattamenti in oggetto - rileva la nota - vi sarebbero, oltre che danni economici per più di 4 miliardi di euro, anche gravi conseguenze sull'occupazione nelle zone rurali dell'UE. Comportando un miglioramento delle rese, l'utilizzo mirato della sostanza garantisce anche una maggiore produzione di materie prime per l'industria alimentare rispondendo al crescente fabbisogno della popolazione".

fonte: ANSA

Sos api: apicoltori a Pe, stop Ogm e pesticidi


BRUXELLES - La battaglia degli apicoltori per salvare le api dai pesticidi e il miele dalla contaminazione Ogm riparte dall'Europarlamento. A discuterne la commissione petizioni, che ha annunciato un nuovo studio sul dossier entro marzo. Sono oltre 300mila le firme raccolte dall'Unione degli apicoltori francesi (Unaf), fra cui quelle di Unaapi e Conaapi in Italia, per vietare l'uso del mais MON 810, bloccare le autorizzazioni di altre colture Ogm con un impatto su nettare e polline ed effettuare una valutazione rigorosa dell'impatto delle piante transgeniche sugli alveari. La commissione petizioni del Parlamento Ue ad oggi ''non ritiene giustificato'' il divieto dell'uso di Ogm, ma e' pronta ad adottare misure in futuro: la questione rimane sul tavolo.


Un'altra petizione promossa da una piattaforma spagnola di associazioni di consumatori e ambientalisti, sostenuta dagli apicoltori francesi, ha chiesto invece il bando del commercio di pesticidi, in particolare quelli che contengono neonicotinoidi, accusati della forte mortalita' di api nell'Ue. ''Dopo il rapporto dell'Efsa sugli effetti dei neonicotinoidi - ha spiegato Olivier Belval, presidente dell'Unaf - serve una decisione urgente''. I verdi europei hanno adottato entrambe le petizioni, lanciando oggi una campagna ad hoc, all'insegna dello slogan ''Date alle api una chance: No agli Ogm, no ai pesticidi''. Fra le richieste, il passaggio ad un'agricoltura sostenibile 'amica delle api' senza ogm e pesticidi, e l'obbligo di indicare la presenza di ogm sull'etichetta del miele. 

fonte: ANSA