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mercoledì 13 marzo 2013

Chi sfida madrenatura ha già perso


La gara col tempo è da sempre una delle sfide dell'agricoltura.
In tutti i sensi, ovvero col tempo che passa e col tempo che piove. Chi produce cibo sa che ci sono stagioni in cui bisogna correre e stagioni in cui bisogna attendere, stagioni di abbondanza e freschezza durante le quali occorre pensare e conservare per le stagioni di riposo o per quelle meno fortunate climaticamente.
Ma attenzione: non è solo una gara, è anche un'alleanza e anche questo chi produce cibo lo sa bene.
Perché se è vero che un po' bisogna proteggersi - come spesso accade con le madri - da madre natura e dai suoi ritmi è anche vero che molto bisogna consegnarsi a lei e ai suoi meccanismi e usarli per il nostro bene.
Le gemme, i fiori, i frutti, il raccolto, il mercato, la tavola. È questa la sequenza, ma devono comandare le gemme, e così intanto si crea benessere e bellezza, salute e giustizia. Se partiamo dal mercato invece, se lo lasciamo comandare, è guerra. Guerra di tutti contro tutti, per arrivare prima, per vendere in "controstagione", cioè offrendo prodotti quando non è ora, magari facendoli viaggiare chissà quanto e comunque producendoli a qualsiasi costo, anche a costo di far guerra alle piante, al suolo e alle persone con veleni micidiali. Stiamo facendo la guerra alla natura dimenticandoci che ne siamo parte e che i suoi tempi sono i nostri e forzarli con i veleni significa avvelenare noi stessi. Nascono così anche le esposizioni invitanti di certi negozi, di certi supermercati, di certi mercati generali o rionali. Trionfi di colori, forme perfette che inspiegabilmente dureranno così per settimane. Quella frutta apparirà perfetta, arriverà quando non ce l'aspettiamo, ci sembrerà un dono, una bella sorpresa. Ma è una storia che conosciamo bene, non ne verrà fuori nulla di buono: la mela di Biancaneve era bellissima

Articolo di Di Carlo Petrini da La Repubblica 10/3/13

mercoledì 30 gennaio 2013

Serve un NO definitivo ai neonicotinoidi - Firma la petizione


In relazione alla Sentenza definitiva dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), che dichiara gli insetticidi neonicotinoidi incompatibili con fertilità e vita, Slow Food Italia, Unaapi e Legambiente chiedono che l’Italia ritiri immediatamente e in via definitiva l’autorizzazione all'uso prodotti concianti  e granulari che decimano api e insetti utili e che si impegni affinché l’Ue si adegui urgentemente a quanto accertato dalla scienza. 

Il rapporto scientifico sull’effetto sulle api dei preparati chimici concianti e granulari a base di insetticidi sistemici, autorizzati in Europa per i trattamento del mais e di altre colture, contiene conclusioni definite “inquietanti” dalla stessa Commissione Europea. «Si conferma – sottolinea Francesco Panella, presidente di Unaapi -  il nesso causale tra l’uso degli insetticidi neonicotinoidi, thiamethoxam, clothianidin e imidacloprid, e la drastica riduzione nella Ue della popolazione dei preziosi impollinatori, con morie mai attestate prima nei vari Paesi membri, che raggiungono medie annue drammatiche, anche oltre il 30%». 

Gli scienziati dell’EFSA hanno analizzato e valutato molteplici studi indipendenti, tra cui il progetto scientifico multidisciplinare pubblico Apenet promosso dal Ministero dell’Agricoltura italiano, giungendo a conclusioni tali da indurre l’EFSA a una radicale contestazione delle autorizzazioni concesse dalla Commissione Europea.

«L’emergenza impollinatori/concianti – ha affermato Frederic Vincent, portavoce del Commissario Europeo alla salute e politica dei consumatori Tonio Borg - sarà oggetto il 31 gennaio del prossimo Comitato permanente della sicurezza alimentare, con l’espressione dei rappresentanti dei 27 Stati membri». Il portavoce della Ue ha precisato che Bruxelles è pronta a «prendere le decisioni necessarie» per far fronte al problema. 

«E' la conferma ufficiale e definitiva – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - di quanto hanno sostenuto studi e battaglie ambientali portati avanti in questi ultimi anni in Italia da ricerca pubblica, cittadini, associazioni e apicoltori. È pertanto auspicabile che ora si proceda a un stop definitivo all’uso di questi insetticidi neonicotinoidi». 

«Il credito dato dalle tre associazioni alle conclusioni dell’EFSA non è in contraddizione con le critiche che da sempre, e ancora recentemente in occasione delle celebrazioni del decennale, le stesse hanno espresso nei confronti del modus operandi dell’autorità europea per la sicurezza alimentare» dichiara Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, «anzi, dimostra che avevamo ragione noi a chiedere che l’Autorità europea si ponesse nelle condizioni di collaborare con la ricerca pubblica e con il mondo della produzione. In questa occasione la sinergia ha funzionato e i risultati si sono visti». 

Slow Food, Unaapi e Legambiente chiedono dunque al Governo italiano:

- che esprima in tutte le sedi comunitarie l’urgenza di immediato ritiro delle autorizzazioni d’uso dei concianti e preparati granulari a base di insetticidi sistemici;

- che ritiri l’autorizzazione d’uso in Italia, reiteratamente sospesa dal 2008 fino al 31 gennaio 2013, dei concianti sistemici per il mais Regent (BASF), Poncho, Gaucho (Bayer) e Cruiser (Syngenta);

- ritiri l’autorizzazione d’uso del preparato granulare per il mais Santana (Sumitomo) concessa nel 2012;

- si attivi per l’urgente e adeguata rivalutazione sia comunitaria e sia nazionale di tutte le autorizzazioni d’uso di preparati fitosanitari a base di insetticidi sistemici.

Per sostenere queste richeste rispondi a questa petizione:  change.org/salviamoleapi


Abbiamo solo un paio di giorni per chiedere all'Unione europea di vietare questi pesticidi senza indugio.