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martedì 7 maggio 2013
mercoledì 13 marzo 2013
Chi sfida madrenatura ha già perso
La gara col tempo è da sempre una delle sfide dell'agricoltura.
In tutti i sensi, ovvero col tempo che passa e col tempo che piove. Chi produce cibo sa che ci sono stagioni in cui bisogna correre e stagioni in cui bisogna attendere, stagioni di abbondanza e freschezza durante le quali occorre pensare e conservare per le stagioni di riposo o per quelle meno fortunate climaticamente.
Ma attenzione: non è solo una gara, è anche un'alleanza e anche questo chi produce cibo lo sa bene.
Perché se è vero che un po' bisogna proteggersi - come spesso accade con le madri - da madre natura e dai suoi ritmi è anche vero che molto bisogna consegnarsi a lei e ai suoi meccanismi e usarli per il nostro bene.
Le gemme, i fiori, i frutti, il raccolto, il mercato, la tavola. È questa la sequenza, ma devono comandare le gemme, e così intanto si crea benessere e bellezza, salute e giustizia. Se partiamo dal mercato invece, se lo lasciamo comandare, è guerra. Guerra di tutti contro tutti, per arrivare prima, per vendere in "controstagione", cioè offrendo prodotti quando non è ora, magari facendoli viaggiare chissà quanto e comunque producendoli a qualsiasi costo, anche a costo di far guerra alle piante, al suolo e alle persone con veleni micidiali. Stiamo facendo la guerra alla natura dimenticandoci che ne siamo parte e che i suoi tempi sono i nostri e forzarli con i veleni significa avvelenare noi stessi. Nascono così anche le esposizioni invitanti di certi negozi, di certi supermercati, di certi mercati generali o rionali. Trionfi di colori, forme perfette che inspiegabilmente dureranno così per settimane. Quella frutta apparirà perfetta, arriverà quando non ce l'aspettiamo, ci sembrerà un dono, una bella sorpresa. Ma è una storia che conosciamo bene, non ne verrà fuori nulla di buono: la mela di Biancaneve era bellissima
Articolo di Di Carlo Petrini da La Repubblica 10/3/13
fonte: www.slowfood.it
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martedì 5 marzo 2013
Nuovi fondi per l'apicoltura. La Provincia di Biella finanzia l’acquisto di arnie con fondo a rete
L’apicoltura biellese riceve nuovi fondi destinati al contenimento della varroa, malattia questa che ogni anno arreca ingenti perdite di api mellifere, attraverso l’acquisto di arnie dotate di fondo a rete antivarroa. La Provincia di Biella ha già predisposto il nuovo bando per l’anno 2013 sulla base dei fondi, poco meno di 5.000 €, messi a disposizione dal MIPAF in applicazione del Reg. Cee 1234/07. Al nuovo bando, che aprirà il 4 marzo e si protrarrà fino al 29 marzo, possono aderirvi solo gli apicoltori professionali con partita Iva Agricola, iscrizione alla CCIAA come agricoltori o apicoltori e con fascicolo aziendale costituito presso un CAA (centro di assistenza agricola). Il contributo per l’acquisto delle sole arnie dotate di fondo a rete (massimo fino a 80 € l’una) verrà erogato in conto capitale con una percentuale del 60% della spesa ammessa.
Alla chiusura del bando verrà predisposta una graduatoria di merito e le istanze verranno approvate secondo l’ordine della stessa fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Per quanto riguarda gli ulteriori dettagli (tempistica, vincoli, esclusioni ecc.) si rimanda alle istruzioni operative disponibili presso gli uffici provinciali o pubblicate sul sito della Provincia alla sezione agricoltura. E’ una iniziativa che vuole sostenere e valorizzare un comparto, come quello dell’apicoltura, che a fronte di perdite significative derivanti, in parte dalla varroa e in parte, in un passato ancora recente, all’utilizzo di concianti pericolosi nelle sementi (pratica poi fortunatamente sospesa o comunque ridimensionata), svolge un ruolo fondamentale di tutela e sviluppo dell’ambiente e di mantenimento della sua biodiversità, oltre a quello di indicatore dello stato di salute dell’ambiente.
Proprio per queste sue funzioni l’apicoltura sta raccogliendo attualmente un numero sempre più’ alto di addetti, in particolare di giovani siano essi amatoriali che produttori professionali, come anche confermato dai dati dell’ultimo censimento apistico (2012), dal quale risultano censiti circa 260 apicoltori.
fonte: www.apitalia.net
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mercoledì 30 gennaio 2013
Approvata la proposta di legge sulla tutela e la valorizzazione dell'apicoltura calabrese
L’Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra ha reso noto che nel corso dell’ultima seduta di Giunta è stata approvata la proposta di legge “Norme regionali per la disciplina, la tutela e la valorizzazione dell'apicoltura calabrese”. Secondo l’Assessore Trematerra “le considerazioni che hanno determinato l’esigenza di presentare questo importante disegno di legge del comparto apistico scaturiscono, oltre che dal vuoto normativo regionale, dal presupposto che l'apicoltura è un settore strategico per le produzioni agricole, in modo particolare per la nostra Regione che si colloca in una posizione di tutto riguardo nel panorama nazionale per consistenza del patrimonio apistico. In base, infatti, agli ultimi dati disponibili il settore apistico calabrese è rappresentato da centinaia di aziende, che conducono circa 60 mila alveari. La proposta di legge – ha proseguito Trematerra -, in considerazione di questi dati è stata predisposta per dare maggiori opportunità di sviluppo e di occupazione nel settore, anche attraverso l’incremento del livello professionale degli operatori, favorendo un capillare servizio di assistenza tecnica alle aziende e la realizzazione di corsi di formazione per apicoltori e per tecnici apistici già previsti e finanziati nell’ambito del Piano Apistico riferito all’attuazione del Regolamento dell’Unione Europea (1234/2007). Le principali novità introdotte dalla proposta di legge riguardano la predisposizione di un Programma Apistico Regionale, la costituzione della Commissione Regionale di Indirizzo e Coordinamento dell'Attività Apistica, le procedure per la denuncia degli apiari, degli alveari, delle malattie, la disciplina del nomadismo, dei trattamenti fitosanitari, delle prescrizioni, dei divieti e delle norme di sicurezza; infine, prevede la successiva emanazione di un Regolamento attuativo che verrà discusso e sottoposto all’attenzione degli operatori e delle associazioni di categoria, per essere operativo entro 90 giorni dall’approvazione definitiva da parte del Consiglio Regionale”. “Si tratta – ha concluso l’Assessore Trematerra - di uno strumento legislativo che dopo l’approvazione delle importanti leggi proposte dal Dipartimento Agricoltura come la legge forestale regionale, quella relativa al patrimonio olivicolo calabrese, la creazione della nuova azienda regionale di sviluppo agricolo (ARSAC) ecc., si inserisce nel solco della stagione di riforme e di riordino del quadro normativo regionale voluta dal Presidente Scopelliti e da tutto l’attuale governo regionale”. fonte: www.regione.calabria.it
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