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martedì 7 maggio 2013

Apicoltura: scelte sostenibili




giovedì 4 aprile 2013

Varroa : 2014, Registrazione europea per Acaricida al Luppolo


Vita (Europe) Limited ha avviato la richiesta di registrazione europea per HopGuard®, il nuovo trattamento di anti-varroa, a base di luppolo (in inglese “hop”), messo a punto dalla statunitense BetaTech società leader nella estrazioni di sostanze naturali ad azione nutraceutica, funzionale e medicamentosa. Il processo di registrazione per l'Europa sarà completato a partire dalla seconda metà del 2014, anno in cui la Vita Europe Ltd (la Casa farmaceutica inglese, leader europeo nel settore dei prodotti per il controllo delle malattie delle api) conta di renderlo disponibile per gli Apicoltori. HopGuard® sarà il primo trattamento di controllo che può essere utilizzato in qualsiasi momento dell'anno, anche durante l’importazione di nettare e la presenza di melari sugli alveari. Il principio attivo deriva da ingredienti per uso alimentare, a base di composti naturali del luppolo che si sono dimostrati assolutamente sicuri per le api, per la covata e per l’uomo. HopGuard®, sulla cui reale efficacia si sono già pronunciati favorevolmente i nostri colleghi apicoltori americani, risulta di semplicissima somministrazione: due strisce gelatinose, collegate tra loro e che supportano il principio attivo, vanno inserite a cavallo tra i favi di covata e il gioco è fatto: l’alveare, in capo a poco tempo, si ripulisce dalla varroa. Fatto da non trascurare, infine, è che le strisce a base di luppolo non hanno neanche bisogno di essere rimosse perché si disintegrano in modo naturale fino all’eliminazione, da parte delle api, delle particelle residue cadute sul fondo dell’alveare. HopGard®, stando a quanto dichiara la Vita Europe Ltd, sarà il primo prodotto antivarroa ad aver ottenuto l’omologazione per tutti i paesi dell’Unione Europea. Nulla ancora trapela, invece, per quanto riguarda la politica commerciale europea e italiana. Di quella americana, invece, sappiamo che una confezione da 50 strisce costa circa 30 dollari Usa e che, di conseguenza, il trattamento ad alveare incide attualmente per circa 1 Euro.



fonte: www.federapi.biz

martedì 5 marzo 2013

Colonie di api selvatiche per salvare l’apicoltura?


BERNA -  In Svizzera, le api selvatiche mellifere sono praticamente estinte. Quando uno dei pochi sciami esistenti è scoperto, o viene catturato o eliminato. Questo perché gli apicoltori temono che le api selvatiche possano contribuire alla diffusione di malattie e così accellerare ancora maggiormente le perdite dovute all’acaro varroa. Ora, FreeTheBees, un’associazione impegnata politicamente, intende invertire questa tendenza. A tale fine, l’associazione vuole inselvatichire delle colonie di api di allevamento. FreeTheBees spera che così, grazie alla selezione naturale, si sviluppino dei ceppi di api in grado di resistere all’acaro varroa e di conviverci anche se sono in suo contatto.
Secondo André Wermelinger, presidente dell’associazione, ogni inverno muoiono sempre più sciami di api perché da una parte le api sono sfruttate maggiormente e, dall’altra, perché le sostanze chimiche usate contro gli insetti nell’agricoltura indeboliscono gli sciami ed eliminano fino alla totalità delle larve.
Pro Natura accoglie con simpatia le idee di FreeTheBees. La Confederazione e le associazioni di apicoltori, invece, respingono l’integrazione delle api operaie nella natura. Hans-Ulrich Thomas, coautore del libro per apicoltori “Der schweizerische Bienenvater”, spiega che in altri paesi sono già stati fatti tentativi di questo genere. Eppure, non hanno portato «a risultati utili». «Gli sciami che sopravvivono sono più piccoli e aggressivi». Per Wermelinger è quello che ci vuole. «Abbiamo bisogno di razze di api adattate localmente. Le colonie di api naturali non hanno problemi con l’acaro varroa».
Per maggiori informazioni visitare il sito: www.freethebees.ch/

fonte: www.tio.ch


Nuovi fondi per l'apicoltura. La Provincia di Biella finanzia l’acquisto di arnie con fondo a rete


L’apicoltura biellese riceve nuovi fondi destinati al contenimento della varroa, malattia questa che ogni anno arreca ingenti perdite di api mellifere, attraverso l’acquisto di arnie dotate di fondo a rete antivarroa. La Provincia di Biella ha già predisposto il nuovo bando per l’anno 2013 sulla base dei fondi, poco meno di 5.000 €, messi a disposizione dal MIPAF in applicazione del Reg. Cee 1234/07. Al nuovo bando, che aprirà il 4 marzo e si protrarrà fino al 29 marzo, possono aderirvi solo gli apicoltori professionali con partita Iva Agricola, iscrizione alla CCIAA come agricoltori o apicoltori e con fascicolo aziendale costituito presso un CAA (centro di assistenza agricola). Il contributo per l’acquisto delle sole arnie dotate di fondo a rete (massimo fino a 80 € l’una) verrà erogato in conto capitale con una percentuale del 60% della spesa ammessa. 

Alla chiusura del bando verrà predisposta una graduatoria di merito e le istanze verranno approvate secondo l’ordine della stessa fino ad esaurimento dei fondi disponibili. Per quanto riguarda gli ulteriori dettagli (tempistica, vincoli, esclusioni ecc.) si rimanda alle istruzioni operative disponibili presso gli uffici provinciali o pubblicate sul sito della Provincia alla sezione agricoltura. E’ una iniziativa che vuole sostenere e valorizzare un comparto, come quello dell’apicoltura, che a fronte di perdite significative derivanti, in parte dalla varroa e in parte, in un passato ancora recente, all’utilizzo di concianti pericolosi nelle sementi (pratica poi fortunatamente sospesa o comunque ridimensionata), svolge un ruolo fondamentale di tutela e sviluppo dell’ambiente e di mantenimento della sua biodiversità, oltre a quello di indicatore dello stato di salute dell’ambiente. 
Proprio per queste sue funzioni l’apicoltura sta raccogliendo attualmente un numero sempre più’ alto di addetti, in particolare di giovani siano essi amatoriali che produttori professionali, come anche confermato dai dati dell’ultimo censimento apistico (2012), dal quale risultano censiti circa 260 apicoltori.


Nuova arma contro la varroa



L'apicoltore Carlo Scano propone un nuovo metodo di lotta alla varroa: Utilizzo di aria compressa.  Il metodo di Carlo Scano, basato esclusivamente sulla distruzione sistematica della covata maschile (che comunque permette lo farfallamento di un sufficiente numero di fuchi) consiste nel disopercolare la covata maschile e con un getto di aria compressa far schizzare fuori, dalle celle del favo, i fuchi e le varroe, senza che i favi vengano danneggiati. I favi vanno restituiti alle api che, prontamente, li ripuliscono e riparano e le regine vi depongono nuova covata maschile.

Per maggiori info visitare il sito: www.carloscano.it

fonte: www.carloscano.it

lunedì 4 marzo 2013

Apimell 2013 - Intervento del prof. Felicioli sul benessere dell'Ape


Piacenza (04.03.13) - Il professor Antonio Felicioli nel suo intervento al convegno "Più benessere per l'ape, più salute per l'uomo" tenutosi all'Expo Piacenza in occasione della trentesima edizione di Apimell, la fiera internazionale del comparto apicoltura
Il professor Antonio Felicioli

mercoledì 23 gennaio 2013

Regione Campania: Bando pubblico per finanziare l'acquisto di arnie con fondo a rete per la lotta alla varroa


Il settore "Sperimentazione, informazione, ricerca e consulenza in agricoltura", con Decreto dirigenziale n. 11 del 17 gennaio 2013, ha approvato il bando pubblico per il finanziamento dell'acquisto di arnie con fondo a rete per la lotta alla varroa.
Il bando rientra nell'azione b.3 del sottoprogramma regionale per l'annualità 2012-2013 (approvato con DGR 754/2012), nell'ambito del Programma italiano per il miglioramento della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura per il triennio 2011-2013
La spesa totale prevista per la realizzazione degli interventi di cui al presente bando è di € 160.006,66.

Soggetti beneficiari
Apicoltori che detengono e conducono almeno 80 alveari e che risiedono in Campania o, per le persone giuridiche, che vi abbiano sede legale, in possesso dei seguenti requisiti minimi:

  • aver dato formale comunicazione ai servizi veterinari della Azienda Sanitaria Locale competente per territorio del numero di alveari detenuti, ai sensi dell'articolo 6 della legge 313/04. Ai fini dell'accesso ai benefici si terrà conto esclusivamente degli alveari denunciati antecedentemente alla data di pubblicazione del presente bando;
  • aver costituito il proprio fascicolo aziendale nella Banca Dati SIAN. Il fascicolo, a pena di esclusione, deve risultare attivo alla data di presentazione dell'istanza.


Termine per la presentazione delle istanze

Le istanze dovranno pervenire alla Regione Campania AGC Sviluppo Attività Settore Primario - Settore Sperimentazione, Informazione, Ricerca e Consulenza in Agricoltura - Centro Direzionale Isola A/6 – 13° piano, CAP 80143 – Napoli, entro le ore 15,00 del giorno successivo al trentesimo giorno dalla data di pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania. Le istanze pervenute oltre tale termine saranno escluse.
Qualora detto termine di scadenza coincida con un giorno festivo, il termine stesso è posticipato al
primo giorno feriale successivo. Non fa fede la data di spedizione dell'Ufficio Postale accettante
la spedizione stessa.


fonte: http://redazione.regione.campania.it/rcnews_ce/showDocumentsNletter.php?04e2cb8004f27fa7b8d0af5c5f9d0e39=1bbe334039ad0f8ae92266764a337eb1&nletter=nletter&num_newsletter=220&pgCode=G6I56R4188&refresh=on

mercoledì 16 maggio 2012

Cos'è un Apiario? Ce lo spiega un apicoltore.


Cos'è un Apiario? Ce lo spiega l'uomo che vive con le api. Si tratta di un giovane apicoltore che molto sapientemente pratica una forma di apicoltura sana e naturale, con un trattamento biomeccanico per debellare la Varroa.