venerdì 29 marzo 2013

L'esposizione ai pesticidi danneggia il cervello delle api


Si susseguono ormai le prove che i pesticidi utilizzati comunemente provocano grossi danni alle api ed agli altri insetti impollinatori: l'ultima arriva da oltremanica, dove i  ricercatori britannici hanno scoperto che i neonicotinoidi e di coumaphos - un acaricida utilizzato per il controllo della Varroa jacobsoni, un parassita che attacca l'Apis mellifera - interferiscono con la capacità delle api di imparare e ricordare e che l'esposizione a queste sostanze abbassa la loro attività cerebrale, soprattutto quando i due pesticidi vengono utilizzati insieme.
La ricerca è dettagliata in due articoli. Nel primo Cholinergic pesticides cause mushroom body neuronal inactivation in honeybees, pubblicato su Nature Communications, un team della Division of neuroscience, medical research institute, Ninewells medical school dell'università di Dundee e del Centre for behaviour and evolution, Institute of neuroscience dell'università di Newcastle sottolinea che «I pesticidi che hanno come target la neurotrasmissione colinergica sono molto efficaci, ma il loro uso è coinvolto nel declino della popolazione di insetti impollinatori. Le api sono esposti a due classi diffuse di pesticidi neonicotinoidi (colinergica: agonisti dei recettori nicotinici) e acaricidi organofosfati (inibitori dell'acetilcolinesterasi). Anche se i livelli sub-letali di neonicotinoidi sono noti per interferire con l'apprendimento e il comportamento delle api, la base neurofisiologica di questi effetti non è stato dimostrata». Lo studio, analizzando alcune cellule del cervello delle api hanno dimostrato che «I neonicotinoidi imidacloprid e clothianidin e l'acaricida organofosfatio Coumaphos oxon causano un blocco della depolarizzazione neuronale e di inibiscono le risposte ai nicotinici. Questi effetti sono stati osservati a concentrazioni che si incontrano nelle api bottinatrici e all'interno dell'alveare e che si sommano con l'applicazione combinata».
I ricercatori britannici affermano che «I nostri risultati dimostrano un meccanismo neuronale che può spiegare i deficit cognitivi causati dai neonicotinoidi, e prevedono che l'esposizione a molteplici pesticidi, che ha per target la segnalazione colinergica, provoca una maggiore tossicità negli impollinatori».
The Journal of Experimental Biology  pubblica un altro pezzo dello studio Exposure to multiple cholinergic pesticides impairs olfactory learning and memory in honeybees nel quale Sally M. Williamson e Geraldine A. Wright dell'università di Newcastlepartono dal presupposto che  «I pesticidi sono importanti strumenti agricoli spesso utilizzati in combinazione per evitare la resistenza nelle specie infestanti bersaglio, ma cresce la preoccupazione che il loro uso diffuso contribuisca al declino delle popolazioni di impollinatori». Williamson e Wrigt hanno scoperto che le api esposte a entrambi i pesticidi non erano in grado di imparare e poi ricordare gli odori floreali associati a una ricompensa di nettare, un'abilità indispensabile per le api nella loro ricerca di cibo. Ed evidenziano che «Gli impollinatori mentre cercano il cibo attuano comportamenti sofisticati che richiedono loro di imparare e ricordare le caratteristiche floreali associate al cibo, ma sappiamo relativamente poco sul modo in cui l'esposizione combinata ai pesticidi interessi maggiormente la funzione neurale e il comportamento». Gli esperimenti fatti dalle due ricercatrici dimostrano che «L'esposizione prolungata a concentrazioni realistiche sul campo di neonicotinoidi, imidacloprid, e dell'organofosfato inibitore dell'acetilcolinesterasi, coumaphos, e la loro combinazione ostacola l'apprendimento olfattivo e la formazione della memoria nelle api». 

Le ricercatrici, studiando da vicino le api al lavoro, hanno capito come questi pesticidi influenzino le prestazioni degli insetti durante l'apprendimento dei loro compiti e la loro memoria a breve e lungo termine: «Abbiamo trovato che le api esposte ad imidacloprid, coumaphos, o una combinazione di questi composti, sono meno inclini ad esprimere l' estensione condizionata della proboscide verso un odore associato alla ricompensa. Api esposte a imidacloprid avevano meno probabilità di formarsi una memoria a lungo termine, mentre le api esposte a coumaphos avevano minore probabilità di risposta solo durante il test a breve termine la memoria dopo il "massed conditioning".
Durante il test di memoria, sia l'imidacloprid che il coumaphos  che una combinazione dei due composti riducono la capacità delle api di differenziare l'odore "conditioned" da un odore "novel". I nostri risultati dimostrano che l'esposizione a dosi sub-letali di pesticidi colinergici combinati ostacola seriamente importanti comportamenti coinvolti nella ricerca di cibo, il che implica che il calo demografico degli impollinatori potrebbe essere il risultato di un fallimento della funzione neurale di api esposte ai pesticidi nei territori agricoli».
Recentemente, dopo un rapporto della prudentissima European food safety authority, anche la Commissione europea ha chiesto una moratoria temporanea sull'utilizzo dei neonicotinoidi, che comporterebbero un grave rischio per gli impollinatori. Ma 14 dei 27 Paesi dell'Ue, compresa la "verde" Germania, si sono opposti al divieto opposto e la proposta di moratoria è stata rinviata.
Gli scettici si fanno forti di un altro studio Effects of neonicotinoid seed treatments on bumble bee colonies under field conditionsdella  Food and environment research agency (Fera) del Department for environment, food and rural affairs (Defra) della Gran Bretagna, era arrivato alla conclusione opposta: «Non c'è alcun legame tra la salute delle api e l'esposizione ai neonicotinoidi», ma lo studio Della Fera riguarda i bombi che vivono ai bordi dei campi trattati con sostanze chimiche. Per Ian Boyd, chief scientist del Defra, «Le decisioni sull'uso dei neonicotinoidi devono essere basate  su solide conoscenze scientifiche. I risultati dello studio Fera sui bombi suggeriscono che la portata dell'impatto potrebbe non essere alta come alcuni studi avevano suggerito. Sono  necessari ulteriori dati basati su test più realistici sul campo».
Christopher Connolly, dell'università scozzese di  Dundee, ribatte su Bbc News Science & Environment: «Abbiamo trovato che i  neonicotinoidi provocano un'immediata iper-attivazione,  quindi un'attività di tipo epilettico, questo viene preceduto da un'inattivazione neuronale, nella quale il cervello va in quiete e non possono comunicare più Gli stessi effetti si sono  verificati quando abbiamo usato gli organofosfati. E se li abbiamo usati insieme, l'effetto è stato additivo, aumentando così la tossicità: l'effetto era maggiore quando erano presenti entrambi».
Secondo Julian Little, communications and government affairs manager della Bayer Crop Science Limited, che produce diversi dei pesticidi incriminati ha detto che «I risultati di laboratorio basati su studi non devono essere automaticamente estrapolati sul  campo. Se prendi un insetticida e si dà direttamente a un insetto, posso garantire che avrà un effetto.  Non sono affatto sorpreso che sia questo ciò che si vede. Quello che è veramente importante è vedere ciò che accade in situazioni reali. Nei campi reali, in colonie di api reali, in veri e propri alveari, con apicoltori reali».
La Williamson è molto preoccupata da questo tipo di atteggiamento delle multinazionali, perché l'impatto dei pesticidi sul cervello delle api «Implicherebbe che le api sono in grado di foraggiarsi in modo meno efficace, sono meno in grado di trovare e imparare e ricordare e poi comunicare ai loro compagni dell'alveare quali sono e dove sono le buone fonti di polline e nettare. Le  compagnie  che producono pesticidi dovrebbero prendere in considerazione questi risultati nel valutare la sicurezza delle sostanze chimiche. Al momento, i test iniziali di tossicità api danno alle api una dose acuta e poi vedono se muoiono. Ma dato che le api hanno queste complesse attività di apprendimento, sono animali molto sociali e hanno un complesso repertorio comportamentale, quindi non hanno bisogno di non morire per non essere colpite».

1° Workshop sui Cereali


Cereali e agricoltura Biodinamica: Dai Grani Antichi ai Grani per il Futuro.

27 aprile 2013 Scuola Steineriana "Maria Garagnani" Via Morazzo n. 4/4, BOLOGNA

Parlare della storia dei cereali è come parlare dell’evoluzione dell’uomo, sia sul piano fisico sia su quello spirituale.
Il senso e lo scopo di questa giornata è trasmettere l’importanza di tornare a cibarsi di prodotti qualitativamente più sani e ricchi di nuova energia.
E’ urgente prendere consapevolezza di come la coltivazione materialistica e commerciale dei cereali abbia in questi anni allontanato l’uomo dall’evoluzione, anche sotto il profilo spirituale.
La filiera dei cerali, attraverso una visione biodinamica del mondo, è la risposta seria e concreta a problemi di rilevanza sanitaria e sociale, quali le intolleranze alimentari in continuo aumento.
A questo convegno sono presenti agricoltori e ricercatori che con impegno e passione, vere prerogative per costruire le basi dello sviluppo del movimento biodinamico, lavorano da sempre per la comunità.

Sponsorizzano e sostengono il Convegno:
Fattoria LA VIALLA – (Arezzo) – Az.Agr. NUOVA CASENOVOLE – Casal Di Pari (GR) ECOR – San Vendemmiano (TV) –

Per il pranzo verranno cucinati i prodotti delle aziende biodinamiche: 
Az.Agr.LA VIALLAAz.Agr. CASCINE ORSINECoop. OSIRISCoop. LA COLLINA.


Programma

9,00 - Franco Pedrini, consigliere dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica Apertura dei lavori: ll senso di una giornata di lavoro
9,15 - Prof Stefano Benedettelli, Dip Sa, Università di Firenze - Varietà di frumento di antica costituzione ed effetti salutistici sull’uomo (progetto Semi rurali)
10,00 - Prof. Giovanni Dinelli, DipSa, Università di Bologna - Progetto Bio Pane
10,45 - Dott.ssa Maria Olga Kokornaczyk, Università di Bologna - Analisi qualitativa di semi di frumento con i metodi dell’evaporazione delle gocce e della cristallizzazione sensibile
11,00 - Bernhard Feichter, agricoltore biodinamico (Trentino Alto Adige) - Cereali biodinamici in alta montagna
11,45 - Domande e risposte
12,30 - Pausa pranzo
14,00 Heinz Grill, studioso della medicina e ricerca spirituale (Germania) - Il valore della silice nei cereali e nell’uomo
15,00 - Bertold Heyden, ricercatore biodinamico (Germania) - Il progetto “Saatgut Brot”
16,00 - Franco Pedrini, agricoltore biodinamico - La filiera dei cereali nell’azienda biodinamica
17,00 - Nicolas Supiot, contadino panificatore (Francia) - Dalla terra al pane, il cammino alchemico dell’uomo e del grano per un pane di vita
18,00 - Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica - Riflessioni conclusive
18,30 - Termine dei lavori

Moderatori

Prof.ssa Luciana Betti - DipSa, Università di Bologna
Franco Pedrini - consigliere dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica

Quota di partecipazione (comprensiva del pranzo):
E. 15,00 per gli i Soci iscritti per l’anno 2013 all’Ass.per l’Agricoltura Biodinamica
E. 30,00 per gli Amici dell’Associazione e per i non iscritti nell’anno 2013

Sede dell’incontro: Scuola Steineriana "Maria Garagnani", Via Morazzo n. 4/4, BO

per informazioni
Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, info@biodinamica.org, tel. 02-29.00.25.44

TERMINE ISCRIZIONE: VENERDÌ 19 APRILE


Corso Biodinamica I° livello - Roma


Corso Biodinamica I° livello - 11-14 aprile 2013 - Az. Agricola Carlo Noro - Roma
Corso professionalizzante di formazione all’Agricoltura Biodinamica primo livello: La 

fertilità della terra e l'Umanizzazione dell’agricoltura.  L'AGRICOLTORE BIODINAMICO

Per millenni l’uomo si è relazionato con la natura, in un rapporto stretto di condivisione, 
di rispetto e di cura. In questo ultimo secolo si è persa la connessione profonda con l’antica sapienza contadina.
Attraverso l’agricoltura biodinamica è possibile ritrovare il senso di un lavoro agricolo in armonia con la natura e le sue leggi, dove l’uomo torna a essere regista consapevole del suo equilibrio.
L’associazione per l’agricoltura biodinamica promuove un percorso di studio teorico-pratico, finalizzato all’apprendimento delle tecniche di base dell’agricoltura biodinamica.
Il percorso formativo è articolato in un primo corso intensivo di 4 giorni, ad aprile, in un periodo di rielaborazione
personale e, infine, in un secondo corso intensivo di 4 giorni a ottobre. I due cicli intensivi sono stati organizzati per moduli e obiettivi, in modo da poter essere frequentati anche separatamente.
Ogni lezione è propedeutica a quella successiva e non è possibile frequentare singole conferenze.
Verrà rilasciato un attestato di abilitazione con il riconoscimento delle competenze acquisite.



sabato 23 marzo 2013

Corso di Agricoltura biodinamica - Labico (Roma)

Si chiama “Buono, sano, biodinamico” il nuovo corso pensato per gli agricoltori o anche solo gli appassionati che si avvicinano a questa disciplina. Si terrà a Labico, in provincia di Roma dall’11 al 14 aprile presso l’azienda agricola Carlo Noro ed è organizzato proprio dall’associazione per l’agricoltura biodinamica. Tra i relatori, Michele Lorenzetti, enologo, consulente in biodinamica, Vicchio del Mugello (Fi), Marcello Lo Sterzo, agronomo, referente Sezione Lazio, Roma e Carlo Triarico, storico della scienza, Firenze, collaboratore di Valore Alimentare. Per il programma dettagliato, consultate il sito dell’associazione e iscrivetevi!


mercoledì 20 marzo 2013

Incontro tecnico di apicoltura - Molise


L’ARAM la invita a partecipare all’incontro tecnico che si terrà il 
giorno 23 marzo ore 16.00 presso l’Hotel Pleiadi’s di Bojano,

Programma: 

  • ore 16.00: Registrazione dei partecipanti 
  •  ore 16.15: Presentazione attività formative ARAM 2013 
  •  ore 16.30: Gli adempimenti dell’apicoltore e dell’azienda apistica 
  •  ore 17.00: “Mangiarsano”  con le api – (dott.ssa Sandra Capocefalo – dietista)  
  •  ore 17.30: PROGRAMMA UNAAPI “il monitoraggio dell’infestazione da Varroa  con   l’uso dello zucchero a velo”– Proiezione di filmato dimostrativo (Agr.  A.Carrelli) 
  •  ore 18.00: Fisco e apicoltura: ultime novità per l’apicoltore(Agr. A. Carrelli) 
  •  ore 18.15: dibattito e conclusioni


 Al termine verrà rilasciato attestato di partecipazione


 NOTA: Ingresso libero per gli associati regolari e nuovi soci.  Contributo di euro 10,00 per altri partecipanti.

Per maggiori dettagli e delucidazioni potete contattare i seguenti recapiti:
Antonio Cirelli: 3208703423
Giovanni Rico: 3204305811


L'agricoltura biologica per la formazione e l'inclusione sociale e lavorativa dei minori sottoposti a misure penali

Promosso da AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), il 2 aprile partirà il seminario, rivolto agli operatori agricoli, sociali e della giustizia minorile, ai tecnici, ai dirigenti ed operatori AIAB, delle associazioni partner e del volontariato, che si propone di analizzare le opportunità dell’orticoltura biologica per la formazione e l’inserimento lavorativo di minori autori di reato.



Tra gli obiettivi principali del seminario l'approfondimento sulle possibilità di costruire interrelazioni tra le istituzioni della giustizia minorile, le aziende biologiche e la società civile, necessarie a costruire un contesto favorevole al reinserimento sociale delle ragazze e dei ragazzi.
Il programma prevede 

Martedì 2 Aprile 2013


- 10.00 - Arrivo e registrazione dei partecipanti

- 10.15 - 13.30 Prima sessione: 
  • Presentazione del progetto: Le potenzialità dell’agricoltura sociale per il contrasto del disagio e della devianza minorile - Anna Ciaperoni, responsabile agricoltura sociale AIAB
  • Aspetti della devianza minorile: cause e sistemi di contrasto - Monica Napoli - Arianna Specchio, Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio
  • Il sistema penale per minori autori di reato – Serenella Pesarin, Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari - Ufficio III - Dipartimento Giustizia Minorile -. Ministero della Giustizia
  • Formazione, lavoro e diritti dei minori in esecuzione penale interna ed esterna- Esperto Dipartimento Giustizia Minorile (In attesa di definizione)
Interventi in aula

- 13.30 - 14.30 pausa pranzo

- 14.30 – 17.00 Seconda sessione:
  • L’evoluzione del lavoro agricolo nel sistema penale - Francesca Giaré, INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria
  • Il campo dei miracoli. Progetti di intervento personalizzati per minori devianti - Rosa Buonpane - Cecilia Corria, Borgo Ragazzi don Bosco
  • L'efficacia dell’agricoltura biologica ai fini del percorso riabilitativo - Francesco Presti, agronomo, operatore in agricoltura sociale

17.00 – 17.30 Interventi in aula

Ore 18.00 – 21.00 Proiezione del film “Cesare deve morire”- Regia dei Fratelli Taviani, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino. In collaborazione con il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio. Seguirà il dibattito con la partecipazione di Cosimo Rega, uno dei protagonisti del film, fondatore della Compagnia di detenuti-attori del carcere di Rebibbia


Mercoledì 3 Aprile 2013

9.30- 17.00 – Terza sessione

Laboratorio formativo - Costruzione di sistemi di relazione e di reti territoriali per la
formazione e l’inserimento lavorativo di minori in agricoltura

I lavori della seconda giornata del seminario si articoleranno in attività di laboratorio, finalizzate all'analisi e alla condivisione dei casi studio, delle esperienze e delle procedure necessarie. La prima parte si svolgerà in plenaria, la seconda si articolerà in gruppi di lavoro.

9.30 – 10.00 Opportunità, problematiche e procedure per gli inserimenti lavorativi dei minori, Michela Salomone - Elisabetta Tedeschi, Servizio di Mediazione al lavoro - Ufficio Inclusione Sociale e Collocamento Disabili Provincia di Genova

10.00 – 12.00 Presentazione esperienze e dei casi studio
- Nicola Trevisin, Comunità il Murialdo Treviso - Associazione Biofattorie Sociali Veneto
- Alessandro Coraci, Associazione il Fiore del Deserto - Roma
- Alessandro Colombini, Azienda agricola BioColombini - Pisa
- Claudio Bonfanti, Associazione Amici di Areté - Bergamo
- Salvo Cacciola, Presidente Rete Fattorie Sociali Sicilia - Catania

12 -13.30 Costituzione e avvio dei gruppi di lavoro del laboratorio formativo
Coordinano i lavori: Tiziana Biolghini, Coordinatrice Forum Fattorie Sociali Provincia di Roma -Giuliano Ciano, Cooperativa sociale “Un fiore per la vita” - Gianfranco Macigno, CGM Lazio - Aldo Milea, AIAB- Monica Napoli, Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio- Francesca Zappalà, ALPA

13.30- 14.30 Pausa pranzo

14.30 - 17.00 Ripresa dei lavori di gruppo, presentazione in aula e conclusione dei lavori

AIAB –Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Roma 
Tel. 06 45437485 –Fax. 06 45437469 
www.aiab.it - aiab@aiab.it

Segreteria organizzativa: Giulia Colucci, bioagricolturasociale@aiab.it

Ricomincio dal bio. Orti sociali, un’opportunità per minori sottoposti a misure
penali”

Progetto realizzato con il contributo del Fondo per l’Associazionismo (ex L.383/2000)
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direttiva 2011


In collaborazione con il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile: Direzione Generale per l’Attuazione dei Provvedimenti Giudiziari e con i CGM (Centri per la Giustizia Minorile) di Toscana, Lazio, Abruzzo Molise e Marche, Campania e Sicilia e dei Garanti dei detenuti della Regione Lazio e del Comune di Firenze

Partner del progetto: ALPA (Associazione Lavoratori Produttori dell’Agroalimentare); ACLI TERRA (Associazione Professionale Agricola delle Acli); FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica); Comunità Borgo Amigò; Associazione di Promozione Sociale “Il Fiore del Deserto”; Agenzia “ Il Redattore Sociale”; mensili “Vita”, e “Valori”; Ecoradio.

Realizzato in collaborazione con il Forum Nazionale Agricoltura Sociale


fonte: www.valori.it