martedì 15 gennaio 2013

CORSO di APICOLTURA di PRIMO LIVELLO - BOLOGNA

CORSO di APICOLTURA di PRIMO LIVELLO
Con il patrocinio del Quartiere Navile in collaborazione con Associazione Oasi dei Saperi e Rete di Corticella
19 - 26 Gennaio e 2-9 Febbraio 2013

Lezione pratica in apiario (data da definirsi)
Sabato 19 Gennaio
dalle 8.30 alle 9.00 Iscrizioni al corso.
Presentazione dell’Associazione.
dalle 9.00 alle 12.30 Anatomia e morfologia dell’ape. Fisiologia dell’alveare.
dalle 14.00 alle 16.00 Apicoltura e strumenti (I° parte).
dalle 16.00 alle 18.00 Apicoltura e strumenti (II° parte).
Sabato 26 Gennaio
dalle 09.00 alle 12.30 Tecnica Apistica. Conduzione di un apiario.
dalle 14.00 alle 17.00 Apicoltura stanziale e apicoltura nomade a confronto.
Sabato 2 Febbraio
dalle 9.00 alle 17.00 Le malattie dell’alveare.
Sabato 9 Febbraio
dalle 9.00 alle 12,30 Il miele: caratteristiche, proprietà e corretta lavorazione.
dalle 14.00 alle 17.00 La normativa nel settore apistico.
Il corso si terrà presso il Centro Civico Corticella, sala Alessandrini in via Gorki 10, Bologna
Non è possibile iscriversi alle singole giornate di lavoro.
La quota di iscrizione è di euro 160,00.
Per chi si iscrive all’Associazione “Le Nostre Api” il prezzo del corso è di euro 120,00.
E’ gradita la pre-iscrizione entro sabato 12 gennaio 2013.

Per informazioni e iscrizioni scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica lenostreapi@libero.it 
oppure chiamare Elisa Fossa al numero 377 1802294.


fonte: http://www.youreporter.it/foto_CORSO_di_APICOLTURA_di_PRIMO_LIVELLO

lunedì 14 gennaio 2013

CORSO DI AVVICINAMENTO ALL'APICOLTURA

Slow food cremonese con il patrocinio degli Ambasciatori dei Mieli e della provincia di Cremona, organizza a Pandino, presso il Castello Visconteo, un corso di apicoltura in 8 lezioni; cinque teoriche e tre di carattere pratico.
Con questa iniziativa si vuole offrire, l'opportunità di acquisire le informazioni necessarie per conoscere questa attività in modo consapevole, con un occhio di riguardo alla conduzione biologica dell'alveare.
L'obiettivo è quello di diffondere la cultura apistica, oltre alla conoscenza del miele e dei prodotti correlati.
La prima lezione è in programma martedì 29 gennaio alle ore 20.45

E possibile reperire maggiori informazioni su www.slowfoodcremonese.it, dove troverai costi, calendario, modalità, il programma dettagliato di ogni singola lezione, oltre a poter scaricare la locandina del corso.


giovedì 10 gennaio 2013

Una cattedra per la salute delle api


In Svizzera e precisamente a Berna è stata istituita una cattedra universitaria che si occuperà della prevenzione e del trattamento delle malattie delle api. La preoccupante moria degli importanti insetti, registrata negli ultimi anni, ha convinto le autorità politiche e accademiche a correre ai ripari per proteggere gli alveari e offrire supporto agli apicoltori.
Una cattedra per la salute delle api. Si tratta di una prima nel panorama accademico elvetico. Presso l’Università di Berna è stato recentemente istituito il nuovo istituto per la salute delle api che sarà diretto dal Professor Peter Neumann. La cattedra potrà contare su un finanziamento di cinque milioni di franchi (4,2 Mio €) spalmato su dieci anni. Il fondo è stato messo a disposizione da una società privata, la Vinetum di Bienne. La moria di api registrata durante gli ultimi anni, ha messo in allerta non solo gli apicoltori ma anche gli esperti. Si teme, infatti, che la distruzione degli alveari, dovuta probabilmente alle piantagioni intensive, all’inquinamento e ai mutamenti climatici, potrebbe avere gravissime conseguenze sulla biodiversità ma anche sull’approvvigionamento alimentare umano. L’istituto di Berna offrirà pure una puntuale consulenza agli apicoltori.
Fonte: http://www.infoinsubria.com/2013/01/una-cattedra-per-salvare-le-api/

Corso di Apicoltura di 1° Livello - Matelica (MC)


Il corso avrà inizio il 26 gennaio 2013 e terminerà il 16 maggio 2013.
Le lezioni si terranno presso la sede della Cooperativa Apicoltori Montani Loc. Salomone, 437 - 62024, Matelica. Vedi calendario lezioni. Potranno partecipare quanti sono in regola con il versamento del contributo previsto: € 95,00. 

Perché il Corso? Potrete specializzarvi in questa arte antichissima, attuale e importantissima, trovando anche un posto di lavoro. Potrete addentrarvi nei segreti della collaborazione tra uomo e ape e ape ambiente; apprenderete le modalità che facilitano la produzione del miele e degli altri prodotti dell’alveare, imparerete ad amare le api e ad apprezzarle per tutte le emozioni che sapranno trasmettervi. La Cooperativa Apicoltori Montani lo organizza con il patrocinio della rivista Apitalia e dell’Associazione A.N.A.I. (Associazione Nazionale Apicoltori Italiani) e con il contributo della Regione Marche. 

Le iscrizioni e il versamento della quota, potranno effettuarsi presso il negozio Naturalmente sas in via F.lli Sciamanna, 19/21 - Matelica, nel pomeriggio, o via e-mail scaricando la scheda di iscrizione e il calendario delle lezioni dal sito www.salomone-matelica.it e spedire, insieme alla ricevuta dell’avvenuto bonifico bancario, all’indirizzo e-mail: info@salomone-matelica.it 
Per informazioni telefonare ai numeri: 339-2357888 320-3530590-349-6347626. 

IBAN: IT77J0103068950000001014528 
BANCA: Banca Monte dei Paschi di Siena filiale di Matelica 
CAUSALE: pagamento quota di iscrizione corso di apicoltura 2013 

Le iscrizioni verranno chiuse il 31 dicembre 2012 o al raggiungimento del limite massimo dei partecipanti: 25.

IBAN: IT77J0103068950000001014528 
BANCA: Banca Monte dei Paschi di Siena filiale di Matelica 
CAUSALE: pagamento quota di iscrizione corso di apicoltura 2013 

Le iscrizioni verranno chiuse il 31 dicembre 2012 o al raggiungimento del limite massimo dei partecipanti: 25.

Per ulteriori informazioni:
Loc. Salomone, 437 - 62024 Matelica (MC) - Italia
Tel. 0737.78793
Email: coopapicoltorimontani@virgilio.it 
Web: http://www.salomone-matelica.it

Fonte: http://www.apitalia.net/it/agenda_scheda.php?id=516

martedì 8 gennaio 2013

CORSO BASE DI APICOLTURA ORGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE APICOLTORI DELLE PROVINCE LIGURI


L'Associazione Apicoltori delle Province Liguri organizza un corso di base per apicoltori principianti che si terrà presso la Coop. Riviera dei Fiori, Arma di Taggia – Imperia dal 18 gennaio al 13 aprile.

La quota di partecipazione di 40 € è da versare al momento dell'iscrizione. Il corso si articola in 8 lezioni teoriche e 3 lezioni pratiche in apiario didattico ed è rivolto principalmente a chi si avvicina per la prima volta al mondo delle api.
Al termine del corso, sarà rilasciato un attestato di frequenza. (solo ai partecipanti che avranno presenziato ad almeno il 70% delle ore di lezione). Durante le lezioni sarà distribuito materiale didattico. 

Per chi ha già le api, in regola con la denuncia e fosse interessato all’iscrizione ad APILIGURIA il costo è di 35€ e comprende: abbonamento alla rivista APIMONDIA, assicurazione per un apiario, la partecipazione ai seminari, la possibilità di avere un’Arnia completa di melario e telaini con il contributo del 60 %, presidi sanitari per la lotta alla Varroa con il contributo del 50%, sconto su abbonamenti a riviste apistiche, sconto sul materiale apistico presso la Coop Riviera dei Fiori, accesso alla biblioteca di Apiliguria

Per informazioni:
apiliguriaimperia@gmail.com Nuccio 338 9348833 - Aldo 333 2004540

Articolo di Mario Guglielmi
Fonte: http://www.riviera24.it/articoli/2013/01/07/147209/associazione-apicoltori-delle-province-liguri-organizza-un-corso-di-base-per-apicoltori-principianti

GIUNTA VENETA ADOTTA PROGRAMMA APICOLTURA 2014 – 2016


Nel Veneto, l’apicoltura è un’attività radicata e diffusa, che influenza direttamente le produzioni frutticole, svolge un ruolo rilevante per la salvaguardia ambientale, riveste un’importanza economica per il valore intrinseco della produzione del miele e degli altri prodotti apistici. E’ un settore da sempre accompagnato dalla Regione e sostenuto anche a livello comunitario da uno specifico Regolamento, che supporta programmi triennali nazionali di sostegno. In Italia, tale programma è composto da sottoprogrammi elaborati ogni tre anni da Regioni, Province autonome ed Enti ministeriali, in stretta collaborazione con le Organizzazioni Professionali e le forme associate del settore apistico rappresentative della realtà territoriale. 
A questo proposito la Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’agricoltura, ha adottato il Programma regionale 2014 – 2016, che passa ora al Consiglio per l’approvazione definitiva e che deve pervenire al Ministero delle Politiche Agricole entro il 28 febbraio prossimo.
Il programma – ha spiegato l’assessore – ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni generali della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, favorendo i prodotti di qualità legati al territorio e consolidando i risultati raggiunti nel precedente periodo di programmazione per quanto riguarda la professionalità degli operatori e il miglioramento qualitativo dei prodotti. Sono previste azioni specifiche per il miglioramento dell’allevamento e le attività di produzione; per l’ assistenza tecnica; per migliorare lo stato sanitario degli alveari e la qualità dei prodotti; per favorire il popolamento del patrimonio apicolo regionale, la realizzazione di programmi di ricerca con la divulgazione dei risultati, la caratterizzazione dei mieli tipici. Il totale di contributo richiesto per il periodo di programmazione in questione è di 2 milioni 295 mila euro.
In Veneto, gli apicoltori veneti sono oltre 3.600 circa 62 mila alveari. L’apicoltura è praticata essenzialmente come attività integrativa, mentre è attività principale solo per una piccola parte di operatori professionalizzati: l’83 per cento degli apicoltori conduce meno di 20 alveari, mentre solo il 4,5 per cento conduce più di 51 alveari; questi ultimi detengono però quasi il 40 per cento del patrimonio apistico. Circa l’87 per cento degli apicoltori aderisce a forme associate (7 realtà tra associazioni e cooperative hanno più di 100 soci e, di queste, due rappresentano più di 800 apicoltori). Le quattro forme associate più rappresentative del territorio, regionale partecipano ai lavori della Consulta regionale per l’apicoltura, portando il punto di vista del mondo degli apicoltori in un momento molto importante per la fase programmatoria regionale.

Fonte: http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=438886&_spp_bLink=/web/guest&cur=&p_p_state=normal&detailTitle=GIUNTA%20VENETA%20ADOTTA%20PROGRAMMA%20APICOLTURA%202014%20%E2%80%93%202016

sabato 5 gennaio 2013

Come allevare le api


La prima cosa che viene in mente quando si parla di apicoltura è, naturalmente, il miele. Questo fluido dolce, viscoso, è nettare trasformato dalle api operaie. In media, un alveare commerciale può produrre 29 chili di miele all’anno. La cera è un altro prezioso sottoprodotto dell’attività delle api. Un favo serve per cinque o sei anni. Poi si scurisce a motivo di vari microbi e larve che vi si annidano, e deve essere sostituito. Dai favi scartati si estrae la cera. La produzione media commerciale va dai 10 ai 20 chili di cera per ogni tonnellata di miele raccolto. 
Il polline — che è la principale fonte di proteine, vitamine, minerali e grassi per lo sviluppo della regina, delle operaie e dei fuchi — è pure apprezzato da alcuni come ottimo rimedio naturale per diversi disturbi fisici. Un favo può produrne quasi 5 chili all’anno. Il propoli è una sostanza che le api usano per isolare l’alveare e per avvolgere qualsiasi intruso troppo grosso per essere allontanato. 
Direttamente o indirettamente, la produzione di circa un quarto del cibo che consumiamo, dipende dalla capacità delle api mellifiche di impollinare le piante coltivate. Mele, mandorle, angurie, prugne, pere, cetrioli e diversi tipi di bacche, dipendono tutti dall’impollinazione effettuata dalle api. Lo stesso avviene per varie piante da semina, fra cui carote, cipolle e persino girasoli. Il lavoro delle api, che impollinano l’erba medica di cui si nutre il bestiame, influisce anche sulla carne e sui prodotti caseari.


Diventare apicoltore può sembrare facile: Uno si procura alcune arnie piene di colonie di api, le colloca in una località nettarifera e ritorna dopo qualche mese a raccogliere i prodotti. Ma le cose non stanno così. 
Facendo l’apicoltore si assiste a miracoli quotidiani. Finora nessuno capisce bene la complessa vita comunitaria, la progredita capacità di comunicare e le favolose abitudini di lavoro dell’ape mellifica. 

Tracciando la storia dell’apicoltura, bisogna sapere che nel passato gli apicoltori raccoglievano il miele distruggendo le colonie di api, che abitavano in alberi cavi e altri anfratti. Nel 1851, tuttavia, un apicoltore americano, Lorenzo Lorraine Langstroth, scoprì che le api lasciano uno spazio di circa 6 millimetri fra i favi di cera. Quindi si potevano usare alveari di legno di fattura umana, in cui fosse lasciato uno spazio simile fra i telai dei favi. Così era possibile estrarre i telai dall’alveare e raccogliere il miele e la cera senza distruggere la colonia.


Per fare bene questo lavoro, è necessario avere molto affetto per le proprie api. Si diventa come un padre per loro, e le api se ne rendono conto e reagiscono di conseguenza. Si diventa anche il loro medico, il loro custode e colui che dà loro da mangiare nei periodi difficili d’inverno

Un buon apicoltore può dire molto, dando solo un’occhiata a un alveare, che di solito contiene da 8.000 a 80.000 api. Se sei esperto, quando apri l’alveare, ti basta sentire il ronzioper capire se la colonia è sana, produttiva e ‘felice’se ha fame; se è ‘orfana’, perché l’ape regina è morta; se è agitata per qualcosa di spiacevole; e molte, molte altre cose. 


L’apicoltore può seguire i fiori d’arancio e di tiglio per tenere occupate le sue colonie. D’estate e d’autunno, una zona ricca di pini e abeti farà produrre miele di buona qualità di colore roseo, che si vende bene. Dal timo in fiore si ottiene miele della migliore qualità, un miele insuperabile, dicono gli apicoltori. Le api si nutrono anche di trifoglio bianco, trifoglio giallo dolce ed erba medica. 
È estremamente importante avere buon senso. Quando si collocano gli alveari in una zona montuosa, è meglio metterli ai piedi del monte. Così le api possono salire verso la cima, posarsi sugli alberi carichi di fiori, e poi, sazie, scendere con maggior facilità verso l’alveare. Se gli alveari fossero molto più su lungo il pendio, al di sopra degli alberi, le api si stancherebbero e ciò avrebbe un effetto negativo sulla produttività della colonia.

Ogni apicoltore capisce quale ruolo importantissimo ha la regina sul benessere e la produttività della colonia.  Negli alveari che producono scarse quantità di prole e di miele, la regina deve essere uccisa e sostituita.  

Le colonie che hanno regine giovani producono la maggior quantità di miele.  Inoltre, quando si vogliono creare nuove colonie, si prende un alveare doppio sano, pieno di api, e si separa la cassetta superiore da quella inferiore.  Si lascia la regina in una cassetta, e si mette una giovane regina già accoppiata nell’altra.  Al tempo della fioritura, la nuova regina deporrà le uova, riempiendo l’alveare di giovani api operaie”.  
Quanto vive un’ape? La durata della vita di un’ape operaia è inversamente proporzionale alla sua operosità.  D’estate, quando succhia il nettare dai fiori circa 15 ore al giorno e vola a una velocità di 21 chilometri orari, l’ape vive solo sei settimane.  D’inverno le api faticano meno, perché lavorano solo due o tre ore al giorno, e quindi riescono a vivere parecchi mesi.. 

Fonte: http://www.animalidalmondo.it/come-allevare-le-api-154087.html