giovedì 3 gennaio 2013

XXIX Congresso dell'apicoltura professionale Aapi


Dal 5 al 10 febbraio presso l'hotel Centro Congressi "La Principessa" Loc. Principessa di Campora San Giovanni Amantea (Cs), si terrà il XXIX Congresso dell'apicoltura professionale Aapi  promosso da Aapi, Unaapi, Consorzio Apicoltori di Calabria, Conapi O. P. Calabria, con il patrocinio della Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Amantea (Cs), Comune di Cleto (Cs), con la collaborazione di C/A e Ara-Calabria.




Per info e contatti: http://www.mieliditalia.it/index.php/apicoltura-e-istituzioni/notizie-dal-mondo-dellapicoltura/81228-xxix-congresso-dellapicoltura-professionale-aapi-ad-amantea-cs

martedì 25 dicembre 2012

Corso di Apicoltura a Battaglia Terme (PD)

Domenica 24 febbraio 2013
Relatore: Gianni Stoppa.ll corso si propone di sviluppare le basi per una apicoltura innovativa, rispettosa dell'essere ape  in sintonia con i fondamenti della biodinamica. Per il neofita il percorso sarà entusiasmante e divertente;  per l'apicoltore esperto, alla ricerca di nuovi stimoli, una nuova sfida per rimettersi in gioco. Sono previsti 5 incontri a partire da domenica 24 febbraio presso la sede Biolca a Battaglia Terme PD. 
Questo il programma:
Domenica 24 febbraio 2013
L'ape e l'uomo, l'ape e l'universo: impulsi e meditazioni per la comprensione della stretta relazione tra uomo, ape e ciò che ci circonda, in relazione ai dettami della biodinamica. Morfologia ed etologia dell'ape: entrando nella sua intimità scopriremo particolari curiosi e incredibili che permettono di evitare errori e luoghi comuni; la descrizione particolareggiata della struttura dell'insetto nei minimi particolari e la conoscenza del suo comportamento, suffragato dalle più recenti ricerche, ci aiuteranno ad una maggiore e  facile comprensione degli eventi che incontreremo nel percorso di apicoltore. 
Domenica 10 marzo
Le malattie dell'alveare: conoscere ed identificare il più possibile le malattie ci mette nella condizione di evitare condizioni a volte catastrofiche; una precoce diagnostica, magari in forma precauzionale dà la possibilità di evitare brutte sorprese, che in apicoltura possono compromettere in modo irreversibile la vita delle nostre api. Si parlerà delle principali malattie dell'alveare che colpiscono le api adulte e la covata e di come individuarle e difenderci.
Domenica 24 marzo
Le produzioni: miele, polline, propoli ed altro ancora, come produrre e valorizzare i prodotti dell'alveare, metodi ed attrezzature occorrenti per raggiungere il nostro scopo. In apicoltura esistono delle produzioni non del tutto sconosciute, scopriremo quali.
Domenica di settembre (data da stabilire)
Gestione dell'apiario, prima parte: una approfondita conoscenza nella conduzione degli alveari  darà la possibilità di ottenere soddisfacenti risultati con un dispendio minimo di energie. In apicoltura non ci sono ricette con verità assoluta, ciò che viene trasmesso da questi incontri è frutto di una esperienza personale non trasferibile, ma può essere una base su cui costruire e personalizzare la propria pratica. Si parlerà di come e dove costituire un apiario,come seguire lo sviluppo delle famiglie d'api dall'uscita dell'inverno e come limitare la sciamatura. 
Domenica di ottobre (data da stabilire)
Gestione del'apiario, seconda parte:  la conoscenza di esperienze fondate su un'attività pratica, ci  dà la possibilità di evitare onerosi errori e ci permette quell' autonomia necessaria per poter operare in tutta tranquillità e disinvoltura, senza dipendenza alcuna. I principali temi di questo incontro saranno, la gestione degli sciami, la moltiplicazione degli alveari, il mantenimento in sanità degli alveari, l'invernamento. 
Gli incontri sono teorico-pratici con esperienze presso aziende apistiche selezionate.
Le date potrebbero essere soggette a variazioni. 
Relatore: Gianni Stoppa, apicoltore biodinamico ed esperto apistico regionale.
Quota di partecipazione per i soci Biolca per i 5 incontri E. 180 (i non soci devono aggiungere la quota associativa di E. 20 che dà diritto, fra l'altro a ricevere il mensile Biolcalenda).
Possibilità di pranzare in sede nella pausa dalle 12,30 alle 14 con menù biologico vegetariano (contributo E. 10)
Per informazioni: 049 9101155 (Biolca) o 345 2758337 (Martina) o info@labiolca.it
fonte: www.labiolca.it

sabato 22 dicembre 2012

I PESTICIDI CAUSANO ALLERGIE ALIMENTARI

Come emerge da un nuovo studio pubblicato nel fascicolo di dicembre Annals of Allergy, Asthma and Immunology, i pesticidi contenenti diclorofenolo possono rappresentare parzialmente la causa delle allergie alimentari che affliggono un numero notevole di persone.
In particolare, la ricerca ha dimostrato che, in alcune persone, alti livelli di antiparassitari contenenti diclorofenolo possono indebolirne la tolleranza ai cibi, causando allergie alimentari. Queste sostanze chimiche sono comunemente rintracciate in pesticidi utilizzati dagli agricoltori nell'attività di 
contrasto di insetti e parassiti.
Lo studio è stato condotto nel periodo compreso tra il 2005 e il 2006 e ha coinvolto 10.348 partecipanti. Di questi, 2.548 presentavano diclorofenolo nelle urine. In quest'ultimo gruppo di persone sono state selezionati 2.211 soggetti inclusi nello studio. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che circa un soggetto su cinque (411 casi) mostrava un'allergia alimentare, mentre uno su due (1016 casi) manifestava una allergia ambientale. 
I risultati di quest'ultima sperimentazione suggeriscono che i due parametri potrebbero essere correlati e che l'incrementato utilizzo di antiparassitari e altre sostanze chimiche in agricoltura possa essere causa dell'aumentata prevalenza delle allergie alimentari.
I dati emersi dimostrano anche che, nonostante l'acqua clorata possa presentare a volte tracce di diclorofenoli, l'assunzione di acqua in bottiglia rispetto a quella del rubinetto non riduce significativamente l'incidenza delle allergie alimentari.
Gli allergeni alimentari emersi più comunemente nella sperimentazione sono risultati il latte, le uova, le arachidi, il grano, le noci, la soia, il pesce e i crostacei. I sintomi delle allergie alimentari, variavano da un rash cutaneo di media entità a reazioni potenzialmente letali quali lo shock anafilattico.


fonte: http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1745:ilmangiabio-91-dicembre-2012&catid=77:il-mangiabio&Itemid=182#qualitaebenessere


Apertura bando provincia del Verbanio Cusio Ossola

Apertura bando provincia del Vco. Reg. Ce 1234/07

Beneficiari: 

Possono accedere alla concessione dei contributi gli apicoltori singoli o associati in regola con la denuncia di possesso alveari, in possesso di partita Iva (per attività apistica o agricola) alla data di presentazione della domanda e di iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, che conducano almeno 100 alveari, rilevati all’ultimo censimento apistico regionale, e che abbiano costituito il fascicolo aziendale presso un Caa con regolare mandato; che abbiano inoltre la disponibilità di locali di lavorazione dei prodotti dell’alveare (smielatura) in regola con le norme igienico-sanitarie se di proprietà, o in alternativa dimostrino di operare in ambienti in regola con le norme igienico-sanitarie se di terzi.

Le domande devono essere presentate entro il 4 febbraio 2013 alla Provincia del Verbano Cusio Ossola Settore III Servizio Agricoltura – Via dell’Industria 25 – 28924 Verbania, utilizzando il modello predisposto da AGEA con codice a barre, scaricabile dal sito del SIAN, area pubblica, al seguente indirizzo:
http://www.sian.it/portale-sian/attivaservizio.jsp?sid=166&pid=10&servizio=Scarico+ Moduli&bottoni=no
completato con la documentazione richiesta nel bando e con le dichiarazioni utili per l’assegnazione del punteggio. 

Acquisti finanziabili:
Arnie con fondo a rete. Tutte le arnie che beneficiano del contributo previsto dal Reg. CE n. 1234/2007 devono essere identificate con un contrassegno indelebile e non asportabile che riporti l’anno di approvazione del programma.
L’identificazione con contrassegno indelebile e non asportabile dei materiali che beneficiano del contributo è a carico dei richiedenti.
Ai fini del rendiconto deve essere presentata copia delle fatture quietanzate con l’indicazione ”finanziato ai sensi del Reg. CE n. 1234/2007”.
Il pagamento degli acquisti deve essere effettuato esclusivamente con assegno o bonifico, non è ammesso il pagamento in contanti.
Per poter ottenere il contributo é necessario acquistare un numero minimo di arnie pari a 30,  corrispondente a una spesa minima ammissibile di euro 2.400,00 per ogni domanda, considerando una spesa ammessa per singola arnia pari a euro 80,00 (oneri fiscali esclusi). Il contributo massimo concedibile é pari al 60% della spesa ammessa.

Per il rispetto dei termini di presentazione della domanda fa fede la data di protocollo dell’ufficio ricevente, oppure la data del timbro postale se inviata per posta a mezzo lettera raccomandata AR.
L’ufficio competente provvede, entro 30 giorni dal termine ultimo di presentazione delle domande, a dare comunicazione agli interessati dell’avvio del procedimento. 
Per le istanze non finanziabili verrà data comunicazione motivata a tutti i soggetti interessati del mancato accoglimento.
Viene assegnata priorità alle domande presentate da aziende apistiche che hanno subito danni nell’ultimo biennio 2011-2012 (avvelenamenti) verificabili attraverso denuncia presentata presso pubblica autorità che deve essere allegata in copia alla domanda. 
Ai fini della definizione delle aziende che possono accedere al contributo, fatta salva la priorità sopra indicata, sarà predisposta una graduatoria sulla base di un punteggio complessivo assegnato nel seguente modo:

a)    imprenditori agricoli professionali PUNTI 5;
b)    giovani apicoltori che alla data di presentazione della domanda abbiano compiuto 18 anni e non ancora compiuto i 40 anni. Nel caso di istanza presentata da società il punteggio è assegnabile se la maggioranza dei soci rientra nel predetto limite PUNTI 4;
c)    aziende che effettuano nomadismo e hanno una movimentazione minima di 100 alveari PUNTI 3;
d)    apicoltori biologici PUNTI 2;

Per informazioni potete contattare il tecnico di Aspromiele Andrea Raffinetti allo 0131 250368 oppure adandrea.raffinetti@aspromiele.it

fonte: www.aspromiele.it

martedì 18 dicembre 2012

Aceto di miele


L'Aceto di miele è un tipo di aceto che si ottiene per fermentazione dell'idromele. Essendo l'idromele ritenuta la bevanda alcolica più antica, l'aceto di miele è probabilmente l'aceto più antico al mondo. L'aceto era in effetti conosciuto già dagli antichi Egizi, come prova una iscrizione presente su un vaso egizio, risalente all'8.000 a.C., adibito appunto al contenimento di aceto.
L'aceto di miele cadde in disuso dopo la scoperta della vite in quanto risultò economicamente molto più conveniente produrre aceto dal vino d'uva rispetto al miele.
L'aceto di miele ha un sapore acidulo, colore dorato e intenso profumo, è ricco di enzimi e sali minerali. Tipicamente l'aceto di miele non viene pastorizzato, in questo modo gli enzimi ed i batteri rimangono vivi, conferendo a questo tipo di aceto una notevole digeribilità. La preparazione dell'aceto di miele inizia facendo fermentare molto lentamente del miele diluito in acqua. Dosando opportunamente temperatura e aerazione si formano i batteri acetici, detti Acetobacter, che sono assai simili a quelli presenti nell'intestino umano. Questi batteri in presenza di aria ossidano l'etanolo contenuto nel liquido fermentato, trasformandolo in acido acetico


L'aceto di miele può essere utilizzato in cucina in vari modi:
  • come condimento di insalate e ortaggi;
  • per la conservazione di ortaggi;
  • per la preparazione di salse agrodolci;
  • per la preparazione di macedonie di frutta;
  • per insaporire arrosti, insalate di riso, pesce e formaggi;
  • per la preparazione di bevande dissetanti;
fonte: wikipedia

lunedì 17 dicembre 2012

Un servizio innovativo per gli apicoltori della Provincia di Sondrio


Venerdì 14 dicembre verrà inaugurato il laboratorio per la sterilizzazione della cera e per la stampa di fogli cerei. E' questo un nuovo ed importante servizio che va ad aggiungersi ai già molti offerti dall'Associazione Produttori Apistici della Provincia di Sondrio e dalla API SONDRIO Società Cooperativa. Crediamo, con questa realizzazione, di aver fatto un altro significativo passo in avanti per contribuire a migliorare il livello tecnico e qualitativo dell'apicoltura locale. 

Attualmente la miscelazione della cera di produttori diversi presenta alcuni problemi legati al potenziale rischio di inquinamento con cera contaminata da acaricidi o altre sostanze pericolose e/o.
Il laboratorio che abbiamo realizzato è stato ideato per operare con piccoli lotti e permette così ai soci di sterilizzare e lavorare direttamente solo la propria cera. I nostri soci, da anni abituati a lavorare correttamente e nel rispetto delle regole corrono infatti a volte il rischio di veder vanificati tali sforzi, almeno per ciò che attiene la cera. Questo servizio, realizzato con il contributo della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, permette anche di limitare notevolmente i costi che le aziende apistiche affrontano per i fogli cerei. Per rendere ancora più completo e innovativo questo servizio si è realizzata una documentazione atta a creare una tracciabilità della produzione in modo analogo a quella predisposta per il nostro laboratorio di estrazione e confezionamento del miele. Le nostre aziende apistiche possono così vantare una tracciabilità fra le più avanzate e complete e perfettamente in linea con l'alta qualità delle produzioni.

Nelle pagine del sito dell’associazione, nella sezione “corsi”, http://www.apicoltori.so.it/I_Corsi.html è riportato il fitto calendario degli incontri previsti nel 2013. Gli appuntamenti di aggiornamento professionale sono organizzati con personalità di alto rilievo. Autentici “Big” che vengono da varie parti d’Italia.

fonte: http://www.apicoltori.so.it